Quelle auto dei nomadi intestate a una ragazza che non ha la patente
Nella corposa indagine dei carabinieri della Compagnia di Carpi un capitolo importante è riservato alle auto in uso ai nomadi arrestati per una trentina di furti. Si tratta di vetture intestate a persone non direttamente coinvolte nell’inchiesta, ma collegate in gran parte agli indagati. Curioso, ad esempio, che la Fiat Punto azzurra con portellone grigio, utilizzata per i colpi dell’abbraccio o le intrusioni domestiche spacciandosi per operatori sanitari o assistenti sociali, sia intestata ad una ragazza che però non ha la patente. Eppure a lei sono riconducibili diverse altre vetture.
«Le auto rimangono nel campo con le chiavi inserite. Sono a disposizione della comunità», ha sostanzialmente detto ai carabinieri quando è stata convocata e ascoltata.
Ci sono poi la Seat Leon e la Citroen C2 in uso al gruppo di via Bellaria. Auto a cui la coppia di nomadi in azione sostituivano le targhe originali con almeno tre targhe clonate. Ma nonostante ciò gli investigatori sono riusciti a ricondurre i mezzi ai ladri. Magari perché la Leon nera non passava certo inosservata e non brillava per la capacità di mimitizzarsi visti i finestrini oscurati, i grandi cerchi in lega a stella, i due tubi di scappamento e l’assenza dell’antenna dell’autoradio. Le immagini di sorveglianza, insieme alle descrizioni delle vittime, hanno sostanziato i sospetti degli inquirenti.
In questo caso le due vetture sono intestate ai genitori della coppia che rubava borse dalle auto con la scusa delle false informazioni.
A concludere il giro delle vetture c’è l’Alfa Romeo registrata dalle telecamere di Campogalliano: l’auto risulta essere in uso sempre al gruppo di via Bellaria e quindi a disposizione “della comunità” grazie alle chiavi sempre inserite.
F.D.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
