Di passo o di corsa a raccogliere i rifiuti: è l’ora del “plogging”
Domenica Equofrignano è sceso in campo con gli adulti Ed è partenza boom alle medie per i lunedì di Ecotrekking
Daniele Montanari
Pavullo. Una camminata o corsa per strade e sentieri in cui si raccolgono i rifiuti trovati sul proprio cammino. A tutte le età: dai bambini ai ragazzi, gli adulti e gli anziani.
Succede a Pavullo, dove sono partiti due progetti green che hanno riscosso attenzione e partecipazione oltre le aspettative. Domenica Equofrignano ha lanciato il primo appuntamento con il “plogging”, attività nata in Svezia con uno schema molto semplice: uscita di casa con guanti e borsina e via, di passo o di corsa raccogliendo ciò che è stato abbandonato in maniera incivile. Non la classica uscita in gruppo ma un’iniziativa fatta da singoli, vicini o lontani, che magari non si conoscono neanche, ma uniti nello stesso obiettivo.
Così si è fatto anche a Pavullo, tra centro, Parco Ducale, Paradiso dei Pini, zona Arcate, Campiano e aeroporto. Ma così anche in altri paesi del Frignano, in un’ottica di rete. Poi unita via social con le varie foto della raccolta postate sulla pagina Facebook di Equofrignano. «Abbiamo organizzato un po’ di corsa, ma ci tenevamo tantissimo a lanciare l’iniziativa in occasione della Serr, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti – sottolinea Elena Rondelli di Equofrignano – intanto siamo partiti, poi speriamo che possa diventare un appuntamento costante, magari fisso una domenica al mese, in collaborazione anche con gli altri Comuni. Passando tutti i giorni per la strada non ci si rende conto di quanti rifiuti si possano togliere: io stessa alla fine ho riempito una borsa gigante».
Ma a novembre è partito anche “Facciamo Ecotrekking” il progetto di plogging delle scuole medie Montecuccoli: tutti i lunedì pomeriggio per un paio d’ore gli studenti, se vogliono, possono andare assieme ai prof per strade e sentieri a raccogliere i rifiuti. «Non pensavamo di raccogliere tante adesioni: nonostante il brutto tempo abbiamo avuto più di 60 iscritti, anche studenti con fragilità, tanto che abbiamo dovuto creare più gruppi» sottolinea la preside Rossana Poggioli. «Tutto è partito spontaneamente dalle uscite didattiche in tempi di Covid e poi quest’estate con la scuola all’aperto: scoprendo nelle camminate posti che non conoscevano, gli studenti hanno visto anche i rifiuti. La volontà di salvaguardare l’ambiente è stata una conseguenza del viverlo».
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