Le imprese fanno i conti con due giorni da incubo: l’Erario chiede 27 miliardi
Gli autonomi devono pagare i propri contributi previdenziali Allarme della Cgia di Mestre: «C’è chi non ce la farà per mancanza di liquidi»
Due giorni da “incubo” quelli di ieri ed oggi per gli imprenditori italiani, chiamati a onorare la scadenza fiscale più onerosa dell’anno.
Tra il pagamento degli acconti Ires, Irap, Irpef e dell’imposta sostitutiva in capo alle attività in regime forfettario, l’Ufficio studi della CGIA di Mestre stima che le aziende saranno chiamate a versare all’Erario 27 miliardi di euro. In buona sostanza un importo che sfiora la dimensione economica che caratterizzerà la prossima manovra di Bilancio, circa 30 miliardi. Gli artigiani, i commercianti e i lavoratori autonomi, inoltre, dovranno pagare i propri contribuiti previdenziali all’Inps. «A fronte di questa situazione – spiega la Cgia di Mestre – non mancheranno casi in cui sarà difficile onorare questa scadenza. Purtroppo la mancanza di liquidità sta tornando ad essere un problema assillante, soprattutto per tantissime piccole e micro imprese. Rispetto al 2020, quest’anno poi lo Stato incasserà 47 miliardi in più». Un maggiore gettito dovuto, ovviamente, alla ripresa economica in atto.
Nonostante l’incremento delle entrate totali la pressione fiscale è destinata però a scendere. Se nel 2020 con una caduta del Pil di quasi il 9% era salita al 42,8% (al lordo della misura 100 euro), quest’anno si abbasserà di quasi un punto attestandosi, nonostante il significativo aumento del gettito in termini assoluti, al 41,9%. Sempre secondo i dati presentati nei mesi scorsi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Nota di Aggiornamento del DEF, la pressione fiscale nel 2022, invece, si allineerà al 42%.
Analizzando gli importi che l’erario incasserà entro oggi, la scadenza economicamente più importante sarà quella riconducibile al pagamento dell’acconto Ires che, secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA, costerà alle imprese 12,2 miliardi. L’acconto Irap, invece, preleverà dalle casse delle aziende 6,8 miliardi mentre l’acconto Irpef varrà poco meno di 6,7 miliardi. Infine, dall’imposta sostitutiva in capo ai lavoratori autonomi in regime forfettario, il fisco riceverà 1,2 miliardi di euro circa. Anche dicembre sarà poi un mese particolarmente impegnativo sul fronte fiscale, a causa delle scadenze fissate al 16 del mese.
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