«Polo logistico area Civ&Civ Camion e rumori alla Sacca»
Un’interrogazione per fare il punto con la giunta in vista dell’insediamento del nuovo polo logistico Conad che nascerà alla Sacca, nell’ex stabilimento Civ&Civ di via Polonia, e sulle ricadute sul traffico e sull’area.
A chiedere chiarezza dopo le perplessità sollevate dal comitato è Paola Aime, capogruppo in Consiglio comunale del gruppo Verdi-Europa verde.
«Conad Nord Ovest, attualmente insediato nell’area di via Danimarca - si legge nell’interrogazione - ha annunciato il proprio interesse all’acquisizione e riqualificazione dell’area ex Civ&Civ per riorganizzare la propria rete distributiva. Il comparto Civ&Civ è stato dismesso dall’azienda stessa tempo fa, e pur trovandosi in un’area a vocazione industriale, si trova a ridosso di una significativa area ad alta densità abitativa». Nel documento, la consigliera verde fa notare che «si sono già svolti alcuni incontri con i residenti di presentazione generale del progetto da parte dell’amministrazione comunale e rappresentanti di Conad Nord Ovest, e molte preoccupazioni sono emerse in particolare per i problemi relativi a traffico, viabilità, inquinamento, dimensioni dei nuovi fabbricati ed abbattimento di alberi presenti in zona».
Rivolgendosi alla giunta, dunque, la consigliera Aime chiede se «sia stata fatta una valutazione sull’attività che sarà realizzata nel nuovo polo logistico e se il numero di 400 camion giornalieri (oggi circa 120) in transito nel polo sia un dato attendibile. In questo caso, chiedo se sia stato valutato l’impatto che questa novità produrrà in termini di traffico e inquinamento sull’intera città». Il gruppo dei Verdi chiede inoltre alla giunta se sia stato valutato, «nell’ambito del numero complessivo di mezzi pesanti, quanti di questi saranno a cella frigorifera, con conseguente necessità di tenere accesi i motori e le conseguenze oltre che di inquinamento dell’aria anche di quello acustico». Dopo aver chiesto informazioni «se gli orari di funzionamento del polo logistico e quindi di movimentazione camion e merci saranno solo diurni o anche notturni», Aime domanda quindi «se corrisponde al vero che il nuovo polo logistico comporterà la chiusura di altri stabilimenti (Anzola) e il trasferimento a Modena di quel personale e quale sia alla fine il saldo numerico sul piano occupazionale complessivo. Il personale (circa 100 persone) per accedere al luogo di lavoro dovrà percorrere via Europa e via Svizzera, strade all’interno dell’area residenziale, talmente strette che già oggi rendono difficoltoso il passaggio contemporaneo di due mezzi». Dopo aver fatto notare che «verrà costruito un accesso alla tangenziale con rotonda solo per i mezzi pesanti e con conseguente abbattimento di circa 60 alberi presenti nella zona», Aime chiede quindi «se siano state valutate le conseguenze in termini di paesaggio e di impatto sul suolo e sulle falde che comporteranno i nuovi edifici, tra cui una torre di circa 30 metri».
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