Autobrennero, stop dei privati Bretella e Cispadana a rischio
Il rinnovo della gestione dell’autostrada A22 va verso la gara europea, con la conseguenza che tutte le opere legate all’autostrada, a partire da Bretella Campogalliano-Sassuolo e Cispadana, sono a rischio. Ad affrontare la questione ieri è stato Vincenzo D’Arienzo, senatore Pd e componente della commissione Lavori pubblici a Palazzo Madama: «I soci privati della società che gestisce l’autostrada A22 Modena-Brennero - ha fatto sapere il senatore - hanno diffidato il consiglio di amministrazione ad aderire all’opportunità offerta di rinnovo della concessione con la modalità della finanza di progetto. Credo che questo sia un colpo mortale. Nonostante le continue disponibilità - ha detto ancora D’Arienzo - la società continua a litigare inficiando, giorno dopo giorno, il rinnovo della concessione. Un’agonia insostenibile».
Una novità che va in direzione opposta rispetto alla scelta del Senato, che il 5 novembre aveva dato l’ok definitivo alla conversione in legge del decreto Infrastrutture, che conteneva un emendamento che autorizzava il ricorso al project financing per riaffidare la concessione trentennale della A22 alla Società Autobrennero.
Con la scelta dei soci privati ora torna in pista la possibilità della gara europea, con la conseguenza che Cispadana e Bretella, i cui cantieri sono perennemente sul punto di partire, tornano in dubbio: «Mentre l’Europa sta valutando se accettare la compatibilità della finanza di progetto con l’omogeneità europea nel comparto delle concessioni autostradali - ha detto ancora il senatore Pd - ecco la tegola della contrarietà dei soci privati. A questo punto, credo non ci siano più alibi all’effettuazione della gara europea», chiosa D’Arienzo. «Bisogna dire basta a tutto questo che sta facendo perdere milioni di euro a Verona e anche allo Stato, visto che in corpo a quella società ci sono i soldi che la medesima deve conferire per la compartecipazione alla costruzione del tunnel di base del Brennero. Una nuova proroga non sarebbe accettabile, neanche dall’Europa. Non aspettiamo dicembre 2022 - chiude il senatore - penso sia più opportuno chiudere adesso il discorso e avviare le procedure per acquisire il fondo ferrovia e la gara europea».
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