Manni dà la scossa al Pd: «Con me nuovo inizio»
Il 26enne laureando in Ingegneria scelto come nuovo segretario dopo la batosta elettorale. «Ripartiamo dalla sanità»
Daniele Montanari
Pavullo. Cambio radicale alla guida del Pd di Pavullo dopo il ko elettorale. A seguito della sconfitta dello schieramento che puntava su Graziano Pattuzzi, il segretario Fabio Leonelli ha rassegnato le dimissioni. Domenica si è svolto il Congresso, e la scelta del successore è caduta su Matteo Manni, 26enne laureando in Ingegneria Informatica segretario provinciale dei Giovani Democratici, nonché candidato consigliere che alle comunali ha avuto l’ottimo risultato di 140 preferenze. Unico in corsa, è stato eletto in pratica all’unanimità (una sola scheda bianca), con la promessa di un nuovo inizio nel Pd pavullese. Un po’ un terremoto, insomma.
È un ripartire da zero?
«È un ripartire da una pagina bianca tutta da scrivere, per recuperare la fiducia dei nostri concittadini e concittadine. Il Pd cambia pagina e facce, senza mandare via nessuno perché ci sono figure di riferimento a cui chiederemo supporto quando serve, ma a dirigere ci sono persone nuove. Non solo nel mio caso, ma anche tra i 18 componenti del nuovo Direttivo c’è una forte connotazione giovanile, legata ai Gd. Un po’ un nuovo inizio, sì, per avere un partito più strutturato e forte. Questo senza nulla togliere al lavoro di Leonelli, che ha fatto miracoli nelle condizioni in cui si è trovato».
Parola d’ordine?
«Partecipazione: con me sarà intanto centrale l’assemblea degli iscritti, dove chiunque vorrà dire la sua sarà ascoltato. Poi per ricostruire la credibilità e fare ritrovare un’identità al Pd dobbiamo ritornare tra la gente, riallacciare i legami perduti».
Primo terreno di prova?
«La sanità: il Pd pavullese deve avere un nuovo approccio che ci renda portatori delle richieste dei nostri concittadini invece che rappresentanti delle scelte di altri. Analizzando la cocente sconfitta elettorale, anche domenica in Congresso è emerso che la questione sanitaria è stata un aspetto cruciale. Una volta se chiedevi a un pavullese quale era lo schieramento che difendeva e tutelava il sistema sanitario pubblico avrebbe detto senza dubbio il centrosinistra. Adesso non è più così, e l’abbiamo visto al voto. Il nostro problema di partenza è questo, poi ci sono gli altri temi chiave: giovani, istruzione, lavoro, sport e poi ambiente, viabilità, digitalizzazione, sviluppo e parità di genere. I temi su cui si gioca il futuro».
Quale approccio nel centrosinistra?
«Lavoro sodo per ricostruire uno schieramento unito in vista del 2026. Dialogo totale con tutte le forze del centrosinistra pavullese, non solo quelle delle liste di Pattuzzi. Lo zoccolo duro del 35% di pavullesi che si riconosce stabilmente nel centrosinistra è rimasto molto deluso dalla seconda divisione dopo quella del 2016. Non deve esserlo una terza volta, ma la nostra azione deve guardare anche oltre il centrosinistra per essere vincenti».
E quale approccio con la giunta Venturelli?
«Non critico a priori, ma costruttivo: è evidente che buona parte del nostro elettorato l’ha votato. Ma all’amministrazione di Pavullo chiederemo con forza progetti per agganciare il treno del Pnrr: non ci si può accontentare solo della Casa della Salute».
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