«Mio padre mi disse: in azienda più soldi e meno problemi»
Il 33enne Umberto Costantini guida il Comune di Spilamberto «A queste condizioni per un giovane è difficile candidarsi»
Papà Maurizio, fino a qualche anno fa titolare di un’azienda di robotica a Castelnuovo, glielo ricorda sempre (ma con il sorriso): «Beh, se fossi rimasto nella fabbrica di famiglia magari avresti guadagnato di più, e sicuramente avresti avuto meno pensieri...». Un aneddoto a cui Umberto, 33 anni di cui 7 passati alla guida del Comune di Spilamberto, ripensa spesso nelle giornate in cui si trova a pranzare alle 16, tra presentazioni in giunta e incontri con i cittadini: «Ma va bene così - alza le braccia - l’ho scelto... due volte, e non me ne sono mai pentito». Il sindaco Umberto Costantini apprezza la scelta del governo di incrementare gli stipendi dei sindaci e racconta la sua vita da primo cittadino.
Costantini, finalmente il suo stipendio, così come quelli degli altri sindaci e assessori italiani, è destinato ad aumentare.
«Come ho sempre detto, per quello che faccio meriterei di guadagnare almeno il doppio, e la cosa vale per tutti gli altri sindaci. Anche perché le persone “vedono” le nostre indennità, ma non sanno che dobbiamo pagarci i contributi, l’assicurazione e in tanti casi una quota per sostenere il partito per il quale siamo stati eletti. E poi ci sono gli spostamenti per cui ci muoviamo con la nostra auto e gli incontri di rappresentanza a nostre spese».
Lei però è uno dei pochi sindaci under 40 della provincia...
«Quando sono stato eletto, a 26 anni, ero il più giovane della provincia e uno dei più giovani in Emilia Romagna. Il problema è che a queste condizioni è molto dura per un giovane fare questa scelta: insomma, per farlo devi avere le spalle coperte oppure... essere in pensione, altrimenti diventa davvero difficile, soprattutto per chi ha una famiglia da mantenere».
Dall’anno prossimo, a Finanziaria approvata, potrà procedere con gli adeguamenti per lei e per la sua giunta.
«Appena sarà possibile procederemo con gli adeguamenti, perché ogni euro qui è meritato. Sono totalmente d’accordo con questi incrementi: le indennità dei sindaci dovrebbero essere riparametrate secondo i criteri di dignità, equità, ma anche libertà delle persone, perché come detto oggi un giovane non può avere la libertà di candidarsi se non ha le spalle coperte. Del resto, anche con mio padre abbiamo affrontato più volte questo tema...».
Cosa le ha detto quando si è candidato?
«Quando gli ho detto che mi sarei candidato mi ha fatto notare che avrei guadagnato di più e soprattutto avuto meno pensieri se fossi rimasto nella fabbrica di famiglia, e me lo ricorda ancora oggi, quando gli parlo dei problemi o dei tanti impegni legati al mio ruolo».
Gli impegni, appunto: tra appuntamenti e telefonate, ha un giorno di riposo?
«Lavoro 7 giorni su 7, anche perché oltre agli impegni istituzionali ci sono le telefonate, i continui confronti con gli assessori, i messaggi che arrivano via Whatsapp e via social... la cosa riguarda anche gli assessori, per i quali l’indennità attuale è ancora più esigua, e i dipendenti che hanno responsabilità: senza di loro non potrei portare a casa gli importanti risultati che abbiamo ottenuto come Comune. In ogni caso, ben vengano gli aumenti voluti dal governo: spero che questa decisione porti tanti giovani a scendere in campo per il proprio Comune».
Luca Gardinale
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