Manda in coma un operaio dopo la lite in cantiere Al caposquadra 26 mesi
concordia. Dopo il litigio per motivi di lavoro, su contrasti per i tempi di consegna del cantiere edile, lui, P.V.R. di Concordia, 43 anni, caposquadra, colpì con un pugno in faccia uno dei suoi operai: lo fece cadere a terra provocandogli gravissime lesioni cerebrali, mandandolo in coma; lesioni per cui aveva subito interventi e lunghe degenze in terapia intensiva, per cui ancora oggi a distanza di quasi un anno risente di vari postumi. Ieri, il caposquadra è stato processato a Ferrara, che con il rito abbreviato lo ha condannato a 2 anni e 2 mesi di pena, per il reato di lesioni colpose gravi.
La difesa aveva sostenuto al giudice e al pm Alberto Savino che si fosse trattato di un’azione innescata per legittima difesa, e che al massimo si dovesse parlare di eccesso colposo, ma il giudice ha accolto la richiesta della procura e ritenuto l’ipotesi d’accusa più che corretta e ha deciso la condanna: il difensore Carlo Bergamasco, in attesa di leggere le motivazioni tra 40 giorni, ha comunque già anticipato che farà ricorso in appello. Spiegando che al processo aveva portato a riscontro della difesa un testimone ascoltato durante le indagini dai carabinieri su richiesta della difesa stessa: era un collega che durante la lite aveva tentato di fare da mediatore tra i due e che aveva raccontato che il picchiato aveva aggredito, strattonandolo, il picchiatore che poi reagì perché esasperato.
Entrambi i protagonisti della lite facevano parte della ditta: lui capo squadra di Concordia, l’altro operaio tunisino di 32 anni abita a Finale. Quel giorno di fine gennaio stavano lavorando in un cantiere di un condominio a più piani in via Frescobaldi a Cento, dove erano in corso i lavori di efficientismo energetico legati al superbonus del 110%. Secondo la ricostruzione del fatto, la lite iniziò prima verbalmente e durò tutto il giorno tra critiche, punzecchiature, frecciatine, battute: e al termine del turno di lavoro tutto trascende. I due si affrontano fuori dall’area di cantiere e dalle parole si passa alle mani e parte il pugno.
D. P.
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