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«Servono tecnici in azienda: creiamo l’Its della montagna»

Daniele Montanari
«Servono tecnici in azienda: creiamo l’Its della montagna»

Al Marconi faccia a faccia con gli imprenditori del territorio sui bisogni formativi Piace l’idea di una scuola pratica sul modello Mirandola: «Usiamo i fondi Pnrr»

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Daniele Montanari

Pavullo. Creare in montagna un Istituto Tecnico Superiore (Its) per la formazione post maturità in loco, così da dare alle aziende del territorio quelle figure tecniche superiori che ricercano sempre di più sul mercato del lavoro.

È l’obiettivo che ha condotto a un intenso faccia a faccia all’istituto Marconi di Pavullo tra una rappresentanza delle più importanti realtà imprenditoriali del territorio e gli organizzatori: il presidente di Its Maker Ormes Corradini, la preside del Marconi Anna Fucile, Alessandro Rossi di Confindustria Emilia (responsabile territoriale della sede di Modena) e l’ex rettore Unimore Aldo Tomasi, che come presidente del Lions Club Pavullo e del Frignano (presente anche la past president Stefania Cargioli) aveva già posto la questione al centro del convegno sulla resilienza in Appennino organizzato a ottobre a Riolunato.

«Il successo dell’Its avviato a Mirandola dopo il terremoto del 2012 ci spinge ora a guardare all’altra periferia della provincia, quella della montagna – ha sottolineato Tomasi – molti Stati europei puntano sugli Its da decenni (la Germania ne ha fatto l’ossatura della sua industria)ma in Italia sono ancora poco conosciuti. Il Pnrr guarda a queste realtà per il rilancio del Paese: non dobbiamo perdere questo treno che può dare l’opportunità ai giovani di restare a formarsi in montagna e trovare lavoro qui. Alcuni sindaci si sono già detti favorevoli: la procedura per partire non è semplice, ma se c’è la volontà di tutti ce la possiamo fare».

La partnership con gli imprenditori è essenziale perché in Its Maker il 50% dei prof viene dalle aziende, e i ragazzi trascorrono il 40% del tempo in azienda, con una didattica di tipo laboratoriale. E poi per il taglio da dare alla scuola: «Saranno le aziende a decide l’orientamento da dare all’Its della montagna a seconda dei bisogni del territorio, così come a Mirandola ci si è specializzati nel biomedicale – ha rimarcato Corradini – io personalmente credo che un indirizzo di Automazione e Meccatronica potrebbe essere molto utile. Ho visitato il Marconi e ho visto che qui c’è già una bella realtà di base, grazie anche all’innovazione portata dalla nuova preside».

La sede comunque è ancora da stabilire, perché il progetto è tutto in divenire. Ma perché si concretizzi serve anche un cambiamento culturale nelle famiglie: «Un tecnico ben preparato a volte vale più di un laureato» ha evidenziato Corradini. «La formazione tecnica non è affatto diminutiva – ha ribadito Giampiero Gianaroli di Mirage – c’è un grande bisogno di manodopera e tecnici, ma serve gente competente». Anche la Vis Hydraulics si è mostrata molto interessata al progetto Its: «Da parte nostra c’è tutta l’intenzione di supportarlo, anche con borse di studio» ha anticipato Fabio Catani.

«Confindustria è pronta ad appoggiare una sperimentazione Its qui in montagna» ha confermato Rossi. «Noi puntiamo a una collaborazione sempre più stretta tra scuola e azienda guardando al sistema duale elvetico – ha detto la preside del Marconi Fucile – creare un Its vuol dire avere una scuola sempre più orientata ai bisogni delle imprese».

Tanta è la voglia di partire che si è ipotizzato anche di iniziare già dal prossimo anno con corsi teorici negli Its di pianura e parte laboratoriale in azienda in montagna. Poi di strutturare a modo la realtà locale. «Noi ce la metteremo tutta – ha chiosato Tomasi – ma le aziende devono collaborare e mettere a disposizione i docenti».

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