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Sigilli a tonnellate di zucchero, arachidi e burro

F.D.
Sigilli a tonnellate di zucchero, arachidi e burro

Ispezione in un magazzino: cibi e cosmetici erano senza etichettatura e informazioni ai clienti. Distrutta anche della carne

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Cinque tonnellate di cibo e bevande sequestrate in quanto prive dei requisiti necessari per la commercializzazione. È la sintesi del provvedimento effettuato dalla Guardia di Finanza di Sassuolo nei confronti di un grossista arabo che opera in città. I primi accertamenti della Fiamme Gialle sono partiti in seguito ad un’allerta per fatturazioni con l’estero da approfondire e seguendo la strada dei soldi ha portato fino al magazzino sassolese che, tramite un’altra società in Italia, acquistava imponenti quantità di prodotti per poi rivenderli al dettaglio.

Si è quindi proceduto con il controllo all’interno dell’attività che ha portato all’ingente sequestro tra cui 112 chilogrammi di burro sfuso, 360 litri di olio di oliva, una tonnellata di arachidi, 1,1 tonnellate di zucchero, 2800 litri di bevande varie, potenzialmente pericolose per la salute pubblica (mancanza di etichettatura in lingua italiana e mancanza di indicazioni del produttore ed importatore). A tutto ciò sono stati messi i sigilli “per violazione delle norme contenute nel Regolamento UE numero 1169/2011 nonché nel Codice del Consumo”, spiega la Finanza.

«Tali prodotti, proprio per la totale assenza delle minime informazioni su ingredienti e provenienza, se immessi in commercio avrebbero potuto nuocere gravemente alla salute del consumatore – spiega una nota delle Fiamme Gialle – in tal senso la normativa italiana e comunitaria è particolarmente stringente nell’obbligare i produttori prima, ed i venditori poi, ad indicare lungo tutta la filiera degli alimenti una serie di informazioni, tra cui il Paese di origine, il produttore/importatore, gli ingredienti ed i valori nutrizionali».

Tutto ciò invece non avveniva. Si pensi alla tonnellata di arachidi che sono risultate completamente prive di ogni etichetta informativa; oppure al burro e al formaggio, anch’essi senza informazioni; o ancora alle bevande energizzanti, alcune a base di mela, che riportavano gli ingredienti soltanto in lingua araba. I finanzieri hanno sequestrato anche più di 1.600 cosmetici, in particolare maschere per il viso, rossetti, creme corpo, saponette, perché privi della etichettatura in lingua italiana, in violazione del Codice del Consumo.

Al controllo ha partecipato anche personale del servizio Veterinario dell’Ausl che ha disposto l’immediata distruzione della carne trovata all’interno di una cella frigorifera non attivata. Ora il gestore del magazzino rischia fino a 12mila euro di multa, ma gli accertamenti non si fermeranno. Innanzitutto l’uomo avrà qualche settimana di tempo per controdedurre al sequestro e spiegare i motivi dell’assenza di etichettatura. Ma nel frattempo la merce non potrà essere commercializzata, garantendo agli altri commercianti una concorrenza leale. È infatti stato annotato come i prezzi applicato nel magazzino ispezionato fossero molto bassi rispetto agli stessi prodotti degli altri bazar e non a caso molti clienti lo preferivano per farci la spesa quotidiana.

F.D.

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