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Tradizione e storia del dialetto carpigiano tra aneddoti e curiosità nel libro di D’Orazi

Tradizione e storia del dialetto carpigiano tra aneddoti e curiosità nel libro di D’Orazi

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il libro

Un libro imperdibile per chi vuole tuffarsi nella tradizione carpigiana, lasciandosi affascinare dalle declinazioni e dagli aneddoti più curiosi.

È un volume molto corposo di 400 pagine, riccamente illustrato con stupende foto d’epoca di Carpi: si intitola “A m arcòord Chéerp!, Mi ricordo Carpi”, il nuovo libro di Mauro D’Orazi, tra i massimi esperti di cultura e tradizioni carpigiane, con la collaborazione di Graziano Malagoli (editore CdL).

Il testo contiene 15 ricche ricerche su dialetto, tradizioni locali, aneddoti, curiosità, vicende di vita e ricordi. Il libro è dedicato all’amico di D’Orazi e socio Lions Mario Brani recentemente scomparso, con il quale l’autore ha avuto per anni simpatici dibattiti sulla grafia del dialetto.

I temi che schiude il volume sono vari e toccano numerosi luoghi cari ai carpigiani: si va dagli approfondimenti sul dialetto e i modi di dire, alle ricerche storiche su Palazzo Gandolfi di corso Fanti e su Palazzo Lugli Grisanti oggi Mamma Nina. Particolare attenzione è stata dedicata, con una meticolosa ricerca durata ben sette anni, a “tutte le misure” nel dialetto: misure di tempo, di lunghezza, capacità, del nulla, del poco, del tanto e così via, nonché di tutte le misure del corpo umano. Una ricerca inedita nel campo degli studi sul dialetto, dove per la prima volta si affronta in modo complessivo e anche divertente questa ampia tematica.

C’è anche la storia de “La Tazza d’Oro”, epico bar di corso Alberto Pio con tutti i sui frequentatori più accaniti: un luogo dove il mitico barista Donato Marciello ricopriva il vero e proprio ruolo di mattatore di un corso Alberto Pio di cui tanti hanno nostalgia. Non manca poi una cospicua raccolta di tradizionali filastrocche e poesiole della più profonda memoria dialettale.

Viene poi pubblicata una ricerca su una piccola branca dell’imprenditoria carpigiana degli anni Cinquanta e Sessanta Non solo maglie, ma anche la produzione e la vendita soprattutto fuori Carpi della torta paradiso.

Sempre per la prima volta viene resa nota l’esistenza e la vita di un personaggio che ha dato molto a Carpi: Jean Jacques de Corbolèin, al cui nome è dedicata la via Corbolani dell’Oltreferrovia.

Come sorpresa finale viene riportata una curiosa vicenda realmente accaduta: un durissimo scontro fra l’allora prete di Migliarina e la redazione comunista del quotidiano L’Unità. L’episodio finto-boccaccesco racchiude alcuni risvolti comici degni dei migliori film della commedia all’italiana.

Scorrendo l’elenco dei capitoli, si scopre anche anche il mistero della lapide scomparsa nei giardinetti del Teatro, oltre a uno strordinario ritrovamento di due cartoline di Carpi acquerellate dal pittore carpigiano Orfeo Messori. Non poteva mancare un riferimento contemporaneo, che si trova nel dizionarietto dialettale del virus .

Il libro verrà presentato domani pomeriggio all’auditorium Loria di via Rodolfo Pio alle 17.30. L’autore Mauro D’Orazi verrà intervistato dalle giornaliste Serena Arbizzi e Maria Silvia Cabri.

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