L’obbligo delle mascherine: «Bene, ma fate i controlli»
I cittadini sono d’accordo con la misura decisa dal sindaco fino al 31 dicembre «È giusto, i contagi stanno salendo». Una giovane: «Ma nei locali notturni...»
Paola Ducci
Sono d’accordo in linea di massima i carpigiani con l’ordinanza comunale emessa dal sindaco Alberto Belleli che da ieri e fino al 31 dicembre, impone l’utilizzo delle mascherine anche all’aperto in alcune zone della città ovvero davanti alle scuole superiori, nel perimetro del centro storico delimitato dalle vie De Amicis, Galilei, Fassi, Catellani, piazzale Ramazzini, via Garagnani, Carducci e Petrarca e nel piazzale di Donatori sangue, in prossimità dell’ospedale. Inoltre anche in tutte le situazioni dove si verificano condizioni di affollamento o assembramento.
«Mi sembra una decisione assolutamente corretta e necessaria – ha affermato Lorenzo Amadei – i dati ci dicono che il virus è in forte diffusione anche a Carpi quindi abbassare la guardia in questo momento è quanto di più sbagliato si possa fare».
Della stessa opinione è anche Daniela Manghi che a Carpi lavora ma abita a Parma e dichiara che «purtroppo la misura si rende necessaria, anche se a mio avviso ci vorrebbero molti più controlli e soprattutto più responsabilità tra le persone. Personalmente lavoro in un luogo dove sono sempre a contatto con il pubblico e ancora oggi, più e più volte, a due anni dall’inizio della pandemia, devo ricordare alle persone di indossare correttamente i dispositivi di sicurezza. In più, noto purtroppo anche molta superficialità nella valutazione delle proprie condizioni di salute anche tra i colleghi di lavoro con il potenziale rischio che ne consegue». C’è anche chi però preferirebbe che queste regole fossero affidate al buon senso delle persone limitando l’uso dei dispositivi di sicurezza all’esterno in centro storico laddove si verificano reali assembramenti e non indistintamente a qualsiasi ora del giorno.
«All’ora di pranzo dei giorni feriali piazza Martiri è vuota – fa notare Chiara Macchetta – e il fatto di poter fare una passeggiata liberamente senza mascherina in pausa lavoro per me era davvero importante. In ufficio siamo giustamente obbligati ad indossarla per 8 ore, non lo si dimentichi».
Un forte richiamo alla coerenza è infine quello che sottolineano i ragazzi più giovani come Valentina Vellani, studentessa universitaria: «Bene le mascherine davanti alle scuole e pure in centro storico, a patto che però vengano intensificati i controlli, in particolar modo all’interno dei locali notturni. Mi piange il cuore dirlo – aggiunge – perché anche a me piace divertirmi la notte, ma da quando hanno riaperto le discoteche la situazione è veramente sfuggita di mano. Non esiste più l’obbligo di distanziamento e nessuno indossa la mascherina mentre si balla. I controlli sono pressoché inesistenti, green pass compreso, soprattutto dopo una certa ora della notte. Sono curiosa di vedere cosa accadrà con l’entrata in vigore del green pass rafforzato».
«La stessa cosa accade purtroppo anche in alcune palestre e ristoranti – denuncia Vittoria Carrabs – le regole non solo devono essere rispettate ma avere una coerenza di fondo. In più sono assolutamente necessari più controlli, visto che la gente ha ampiamente dimostrato di non essere abbastanza responsabile».
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