Macchine per ceramica a quota 2,14 miliardi (+45%)
È stato l’anno della ripresa con una crescita del 58% in Italia e del 40% all’estero Numeri positivi anche per Ucima (packaging) e Amaplast (plastica e gomma)
Stefano Turcato
Macchine per ceramica, per il packaging e per la plastica. Produzioni diverse ma che si affidano, per rappresentare le rispettive imprese, a tre associazioni accomunate dalla sede di Villa Marchetti a Baggiovara cui fanno riferimento e dove l’altra sera sono stati presentati i numeri stimati a consuntivo del 2021.
Acimac, per i produttori di macchine per ceramica, Ucima (macchine per packaging) e Amaplast (macchine per plastica e gomma) hanno fornito dati importanti che testimoniano come l’anno che va a concludersi sia stato per tutti quello della ripresa dopo le difficoltà dovute alla pandemia.
Per la provincia di Modena assume rilevanza notevole il settore delle macchine per ceramica e Acimac, presieduta da Paolo Mongardi di Sacmi, ha vissuto un’annata significativa, con una crescita del 45%, per un volume pari a 2,145 miliardi di euro. Segno positivo anche per il mercato italiano, che in termini assoluti segna un valore complessivo di 623 milioni di euro, pari a una crescita del 58% sul 2020. L’export pesa per 1,522 miliardi di euro, +40% rispetto al 2020. Sono i dati preconsuntivi di MECS-Centro Studi Acimac.
Un anno che sul mercato domestico si è avvalso del Piano Nazionale Transizione 4.0, mentre sul piano internazionale ha coinciso con la fisiologica ripresa del settore dopo due anni di investimenti modesti. «La ripartenza a pieno regime degli stabilimenti industriali – evidenzia Acimac – sta coincidendo con un rincaro dei costi di produzione. A pesare sulle aziende in questo momento il prezzo delle materie prime, i forti ritardi di consegna della componentistica e gli aumenti dei loro costi, gli incrementi delle tariffe per i trasporti sia via mare che via terra, oltre a una crescita smisurata dei costi energetici che alimentano le fabbriche. Ma intanto il comparto segna 5 mesi e mezzo di produzione assicurata nel 2022».
«I nostri auspici, di cui avevamo colto i segnali già un anno fa, si sono concretizzati nel 2021. Un risultato davvero eccezionale – dice Paolo Mongardi – ma difficilmente replicabile nel 2022, date le differenti basi di partenza. Nonostante i 6 mesi di produzione assicurata dagli ordini già acquisiti, crediamo fisiologico un rallentamento della crescita. Desta forte preoccupazione anche l’innalzamento del 30% dei costi di produzione, non più assorbibile dalle aziende. Come associazione stiamo lavorando per ottenere interventi urgenti di sistema».
Dal punto di vista produttivo la presenza di Ucima e Amaplast nel Modenese è meno importante anche se il packaging vanta in quest’area aziende non trascurabili.
Ucima annuncia che il fatturato complessivo del settore si attesta a 8,435 miliardi, in aumento dell’8%. Un dato che supera il fatturato 2019. L’aumento consiste nel 18% in Italia, per un valore assoluto di 2,035 miliardi. L’export ha contribuito per 6,4 miliardi, crescendo del 5%.
Riguardo Amaplast, la produzione di macchine per plastica e gomma dovrebbe riportarsi a un soffio dal livello pre-pandemico, a 4,35 miliardi, con un significativo +11,5% sul 2020.
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