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«Quegli operai erano dipendenti di Castelfrigo»

F.D.
«Quegli operai erano dipendenti di Castelfrigo»

Il tribunale stabilisce che i 65 addetti delle coop spurie vanno considerati assunti. La difesa: «Pagate e riassumeteli»

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CASTELNUOVO. Era il 2018 quando settanta addetti delle cooperative Ilia e Work Service iniziavano il loro percorso giudiziario per farsi riconoscere dipendenti diretti della Castelfrigo. Ora il Tribunale di Modena ha dato ragione ai lavoratori: la Castelfrigo pose in essere un’illecita intermediazione di manodopera e i ricorrenti sono stati riconosciuti come dipendenti diretti della committente. Ne dà notizia l’avvocato Claudia Candeloro che insieme al collega Daniele Trecca ha rappresentato i lavoratori nella lunga vertenza. Che però non si concluderà qui visto che in parallelo sta procedendo quella per ottenere la riassunzione nel nuovo corso di Castelfrigo, rilevato dalla famiglia Cremonini e ora diventato Castelfrigo LV.

Quattro anni fa – commenta l’avvocato Candeloro – i lavoratori delle cooperative della Castelfrigo squarciavano il velo di omertà che caratterizzava le condizioni dei lavoratori nel settore di lavorazione delle carni nel modenese: sfruttamento, caporalato, retribuzioni inferiori ai minini, orari massacranti. Grazie a questa coraggiosa protesta si accendevano i riflettori, anche pubblici, sulle nuove forme di caporalato che ancora oggi caratterizzano larga parte dell’industria emiliano-romagnola, esercitato tramite appalti affidati a cooperative e società di dubbia provenienza e sostenibilità. I lavoratori della Castelfrigo pagavano, però, per questo, un prezzo altissimo: licenziati dalle finte cooperative ed espulsi dalla realtà produttiva dove sino ad allora avevano operato».

Il riconoscimento di dipendenti diretti è visto come “una vittoria importante per questi lavoratori, che finalmente attesta le loro ragioni, ma importante anche per l’intero settore produttivo: gli appalti selvaggi, dati a società e cooperative dalla dubbia provenienza e legittimità al solo fine di eludere i diritti dei lavoratori, sono illegittimi e i lavoratori devono essere riconosciuti come dipendenti diretti delle committenti”.

Cosa accadrà ora? Innanzitutto i 65 dovranno ottenere le spettanze economiche maturate negli anni alla pari di tutti gli altri operai assunti. Il periodo terminerà con marzo 2020 quando è subentrato il gruppo Cremonini, aprendo un nuovo corso imprenditoriale. Ma è allo stesso Gruppo che l’avvocato Candeloro si rivolge affinché “reintegri i lavoratori nel proprio posto di lavoro e ponga fine a questa illegittima esclusione che si protrae, ormai, da troppi anni”. Ma su questo dovrà esprimersi un altro giudice.

F.D.

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