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Alluvione Nonantola, un anno dopo: oggi la giornata con i volontari e la protezione civile

Dalle 10.30 i primi incontri poi il pranzo di ringraziamento Sabrina Piccinini: «Ma la cassa d’espansione non è ancora stata collaudata»


05 dicembre 2021


nonantola. Questa mattina a Nonantola è il giorno del ricordo. Per l’occasione infatti torneranno a Nonantola, in rappresentanza dei tanti volontari che con il loro impegno contribuirono a liberare il paese da acqua e fango, i delegati delle quattro colonne mobili regionali di Protezione Civile, provenienti dall’Emilia Roma-gna, dal Veneto, dal Piemonte e dalla Lombardia.

Alle 10.30 la vista al paese con i volontari, alle 12.30 : pranzo di ringraziamento alla presenza del Consiglio Comunale in rappresentanza di tutta la cittadinanza.

Domani sarà il triste anniversario dell’alluvione di Nonantola causata dal cedimento, la notte del 5 dicembre 2020, di un argine a valle della cassa d’espansione del fiume Panaro.

Sabrina Piccini, di Lista Civica Nuovo San Cesario, ha da sempre condotto la sua battaglia: «La scorsa primavera, dopo un’attesa durata oltre trent’anni, con la prima prova d’invaso, finalmente è stato avviato il collaudo dell’opera. In assenza del collaudo nessuno ha mai potuto sapere con certezza se la cassa d’espansione del Panaro, realizzata nel 1974 e costata 30 milioni di euro, funzionasse adeguatamente. Un anno fa purtroppo, l’alluvione un segnale lo ha dato».

Ma non basta: «Secondo quanto dichiarato dal direttore di Aipo, dott. Luigi Mille e dall’assessore alla difesa del suolo e alla protezione civile della Regione, Irene Priolo, la seconda prova d’invaso, con riempimento della cassa secondaria per circa 7 giorni, avrebbe dovuto essere effettuata nell’autunno di quest’anno. Nulla è stato fatto. E dire che in Panaro l’acqua non è mancata. Dobbiamo attendere un’altra “eccezionale ondata d’acqua” del Fiume per avere la certezza che la cassa d’espansione sia in grado di tenere basso il livello del Fiume?».

« I tecnici di Aipo e della Protezione civile, il presidente della Regione, Bonaccini così come il Ministro agli affari regionali, Boccia - continua Piccinini - un anno fa vennero in visita alla cassa d’espansione assicurando che la notte del 5 dicembre tutto aveva funzionato come doveva. Come poteva aver funzionato se non è riuscita ad impedire al Fiume di rompere un argine poco più a valle? I dubbi e le paure rimangono e solo la conclusione positiva delle tre prove del collaudo potrà scacciarli. Quanto successo ai cittadini di Nonantola, Castelfranco e della Fossalta di Modena che ancora oggi, stremati dalla burocrazia, attendono il rimborso dei danni, non dovrà più ripetersi. Milioni su milioni sono stati spesi per consolidare argini ed adeguare una cassa d’espansione che finora ha funzionato solo a metà. Non vogliamo neppure pensare che altri milioni potrebbero essere spesi per risarcire, ancora una volta, i danni di un’alluvione».

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