Gazzetta di Modena

Modena

maranello 

Gratteri fa scuola contro le infiltrazioni

Stefania Piscitello
Gratteri fa scuola contro le infiltrazioni

Centinaia di studenti all’incontro organizzato da Cna «Importante non trascurare temi che ci riguardano»

2 MINUTI DI LETTURA





maranello. Quando una quindicina di anni fa Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, è arrivato in Emilia per incontrare imprenditori e politici e ha iniziato a spiegare che nella nostra regione e in particolare nella provincia di Reggio c’era la ‘ndrangheta, in pochi gli hanno creduto. «Noi sapevamo che la ‘ndrangheta, soprattutto quella della provincia di Crotone, era venuta qui, si era insediata in modo sistematico», così Gratteri ieri mattina, in occasione di un incontro all’Auditorium di Maranello organizzato da Cna col patrocinio del Comune e moderato da Pierluigi Senatore. Michele Iacaruso, presidente della Cna dell’area di Sassuolo ha introdotto l’iniziativa: «Credo che questo evento sia molto importante, perché entriamo in una logica che normalmente viviamo marginalmente in questi territori». “Complici e colpevoli. Come il nord ha aperto le porte alla ‘ndrangheta” è il libro scritto a quattro mani da Gratteri e Antonio Nicaso (scrittore, storico e docente alla Queen’s University in Canada, anch’esso presente ieri), che hanno analizzato l’infiltrazione di questa associazione anche nel nostro territorio. Ed è per rendere i giovani più consapevoli, che è stato organizzato l’appuntamento di ieri a cui oltre al sindaco Luigi Zironi e rappresentanti istituzionali del distretto, hanno partecipato studenti delle superiori del territorio: dal Ferrari di Maranello al Volta di Sassuolo. Pensando alla città del Cavallino che ha ospitato l’appuntamento, è inevitabile andare con la mente alla famiglia Pelaggi che viveva sulle colline di Fogliano dove si trova la villa confiscata ora oggetto di un progetto di riutilizzo sociale. Tutto era iniziato dopo l’esplosione della bomba all’Agenzia delle entrate di Sassuolo nel 2006, quando i sospetti si erano concentrati sulla “Point One” dei fratelli Pelaggi: Paolo era il referente economico della cosca Arena di Capo Rizzuto. Oggi, a distanza di anni, le cose sono cambiate, è vero. Certamente è aumentata la consapevolezza ma è presto per cantare vittoria e a sottolinearlo è stato anche Antonio Nicaso: «Non bisogna abbassare la guardia, - ha raccomandato - né pensare che sia bastato il processo Aemilia per debellarli, dobbiamo continuare a investire e creare consapevolezza». Di certo il lavoro di Gratteri, che spesso incontra i giovani per parlare di criminalità organizzata va proprio in questo senso. E in risposta al quesito sul suo futuro, risponde: «Io sono un felice Procuratore della Repubblica».

Stefania Piscitello

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google