I primi 50 anni di Unicapi «La sfida per resistere è scommettere sul green»
Pietro Gasparin
Fabbricati, polisportive, supermercati e centri ricreativi. Questi sono solo alcuni dei tanti esempi dell'azione massiccia delle cooperative, che da decenni si battono per garantire servizi ed infrastrutture alla società.
I lunghi mesi del Covid hanno messo a dura prova la macchina rodata delle cooperative che però, con tenacia, ha tenuto duro, portando avanti le proprie battaglie.
Ieri, presso il Palazzo Europa, si è infatti festeggiato il cinquantesimo anniversario della fondazione di una delle più importanti e longeve rappresentanti di queste organizzazioni: Unicapi.
Dopo una breve votazione del bilancio della cooperativa per l’anno futuro, si è tenuta quindi un’importante tavola rotonda tra alcuni dei maggiori rappresentanti del comparto.
Unicapi si muove in due contesti: quello sociale e quello edilizio, dove l’abitazione a prezzi calmierati è sempre l’asse principale di ogni investimento: «Dal 1971 Unicapi è in prima linea per aiutare le famiglie meno abbienti con la costruzione di nuovi alloggi e fabbricati in ben sedici comuni della nostra provincia, da Finale Emilia a Sassuolo. Abbiamo affrontato davvero tante sfide in questi anni come il terremoto e la crisi edilizia del 2008, ma non ci siamo arresi, abbiamo continuato lungo la nostra strada. Il Covid è stata una vera e propria battuta d’arresto, ma il logoramento economico a cui siamo stati sottoposti non ci ha spezzato, anzi, è stato un proficuo periodo per lavorare sulle ultime tecnologie e sfruttare gli ecobonus che Roma ci ha concesso per poter ripartire. Dopo anni di disinteresse completo del comparto edilizio riguardo alle tematiche ambientali, abbiamo infatti deciso di dare una svolta a questa situazione, creando fabbricati moderni per evitare eccessive emissioni di anidride carbonica», così ha detto Loris Bertacchini, presidente di Unicapi, aprendo la giornata di confronto.
Il Comune di Modena si è sempre dimostrato un grande sostenitore delle iniziative sociali promosse dalle cooperative, contribuendo economicamente e facendo valere il proprio peso istituzionale. Tra i diversi ospiti invitati alla tavola rotonda era, infatti, presente anche l’assessora comunale alle politiche abitative Anna Maria Vandelli.
«Modena sta affrontando la durissima sfida che ci viene quasi imposta da questo secolo… quella di cambiare - ha spiegato l’assessora - Come comune ci stiamo infatti impegnando per istituire, entro la fine dell’anno, un nuovo strumento urbanistico (Pug) che romperà completamente con i piani precedenti “disinteressati” ed aprirà la strada al futuro, strizzando l’occhio ai cambiamenti climatici ed alla rigenerazione delle risorse. Il mondo sta cambiando in maniera davvero sorprendente e noi dovremo farci trovare pronti. Dobbiamo cambiare i nostri modelli, i nostri impianti mentali che usiamo per intendere il mondo dell’edilizia e di tutto ciò che è ad esso collegato. Ci stiamo impegnando ad andare oltre, incentivando progetti ambiziosi come quello del cohousing, già iniziato con successo in alcune zone della città. Occorre un cambiamento dall’alto e dal basso, senza i soliti “corpi intermedi”, ma con nuovi strumenti di condivisione».
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