Nuova Estense o Fondovalle? Duello tra i due comitati
Fiumalbo. Per la prima volta si sono trovati faccia a faccia i due comitati che duellano a distanza sui due grandi progetti viari visti ormai come urgenza per ridare slancio al Frignano. E il confronto è stato decisamente vivace. Da una parte “La Via Maestra”, che guarda al prolungamento dell’Estense da Pratolino (Pavullo) a Strettara (Montecreto), dall’altra i cinque sindaci del Cimone (Pieve, Fiumalbo, Sestola, Fanano e Montecreto) che puntano invece sul prolungamento della Fondovalle Panaro a Strettara.
L’occasione è stato l’incontro organizzato giovedì a Fiumalbo dalla Via Maestra, che ha ribadito le sue ragioni. «La galleria di Strettara è una cattedrale nel deserto – ha osservato il presidente Mirto Campi – va collegata con una strada di scorrimento: serve ai pendolari, serve al turismo, serve a chi fa impresa qui e che, come la Vaccari & Bosi, è penalizzato da costi enormi di logistica». Ha offerto anche una visione a vantaggio del Cimone: «Chi arriva dalla pianura a Strettara basta che giri a sinistra ed è a Montecreto, che diventa porta del Cimone con la nuova seggiovia. E in un attimo arriva anche a Sant’Annapelago, con l’altra nuova seggiovia». «Solo Anas ha le competenze per gestire il progetto di un prolungamento stradale – ha evidenziato Giuliano Romani – e Anas si attiva solo su una strada Statale, come l’Estense».
«Tutto l’alto Appennino sta perdendo attorno al 10% di popolazione, solo Pavullo e Serra che sono vicini all’Estense crescono del 4,7% e del 3% - ha analizzato Rolando Manfredini – il futuro passa da questa strada». Così anche Rino Bellori: «Guardate che su questo progetto si gioca il futuro delle nuove generazioni in Appennino. Vignola non potrà mai sostituire Pavullo nella centralità dei servizi». «Il nostro è un progetto su pochi dislivelli, sostenibile – ha rimarcato l’architetto Erio Amidei – se tutti i Comuni sono uniti nel richiederlo, Anas si attiverà». «Non capisco – ha osservato Maurizio Cadegiani – la posizione di quei Comuni che finanziarono il primo stralcio della Pratolino-Malandrone come tangenziale di Pavullo e adesso la mollerebbero lì per la Fondovalle».
E qui si è sentito chiamato in causa il sindaco di Fiumalbo Alessio Nizzi, che ha rilanciato: «Ma voi credete veramente che la Pratolino-Malandrone possa diventare tangenziale? Ce lo vedete un bilico affrontare le pendenze del tratto dell’ultimo stralcio? Per il primo i Comuni dell’Alto Appennino hanno rinunciato a opere sui loro territori, e a cosa è servito? Voi cercate un’unità che non c’è nella stessa Unione, noi l’abbiamo trovata tra i Comuni del Cimone, e con loro andiamo avanti sulla Fondovalle». Da Stefano Marchetti la domanda che forse è l’unica via d’uscita dall’impasse: «I nostri due progetti hanno in comune il tratto che da Strettara va a Pratolino: da lì noi giriamo sulla tangenziale di Pavullo e voi vi collegate alla Fondovalle. Ma cosa ci impedisce di lavorare assieme intanto su questo tratto? Se ci dividiamo, un territorio numericamente poco pesante come il nostro non va da nessuna parte».
D.M.
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