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Il pedagogo Novara e i diritti negati ai nostri bambini

All’incontro della Consulta politiche familiari l’esperto chiede al pubblico un nuovo sguardo 

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l’iniziativa

Erano in tanti: educatori, insegnanti, operatori, famiglie, ad assistere alla conferenza sui “diritti dei bambini e degli adolescenti: il protagonismo” del dottor Daniele Novara. Erano i partecipanti all’iniziativa organizzata dalla Consulta delle Politiche Familiari e Solidali (prof. Giordano Riccò) in collaborazione con il Centro Famiglie di Modena (dott.ssa Elena Giusti e dott.ssa Marcella Stermieri), con anche l’intento di accendere i riflettori sul progetto “Un bambino per amico”.

Un’autentica risorsa psico-socio-educativa, in particolar modo per i bambini e gli adolescenti più fragili psicologicamente e che vivono nelle condizioni socio-economico-culturali più disagiate.

Daniele Novara, pedagogista fra i più noti in Italia, fondatore e direttore del Centro psicopedagogico per la comunicazione e la gestione dei conflitti, presentando anche il suo ultimo libro: “I bambini sono sempre gli ultimi: come le istituzioni si stanno dimenticando del nostro futuro” (Bur Saggi).

L’esperto si è soffermato sui diritti negati ai bambini e agli adolescenti, sottolineando come, durante il lockdown, non hanno potuto andare a scuola, vedere gli amici, uscire a fare sport o giocare al parco.

I nostri ragazzi - ha spiegato l’esperto dell’infanzia - hanno sentito parlare di malattia e di morte. Hanno capito che fuori dalle mura di una casa, diventata senza chiavi, esisteva la minaccia. Si è così creato uno strano paradosso: la maggior presenza dei genitori ha attivato comportamenti di dipendenza.

E questo è valso ancora di più per gli adolescenti: la scuola, le feste, lo sport sono stati sostituiti con il silenzio delle proprie stanze chiuse o con la dipendenza da tablet, computer, videogiochi.

In ogni parola di Novara c’è un invito a tutti: politici, educatori, governanti a capovolgere lo sguardo: prima i bambini, come sta avvenendo nel progetto “Un bambino per amico”, protagonista di questa rassegna. Il professor Giordano Riccò, presidente della Consulta per le Politiche Familiari Solidali e della Coesione Sociale ha sottolineato come “Un bambino per amico” si inserisce nelle iniziative a sostegno della genitorialità e della prevenzione del disagio familiare attraverso una rete informale di solidarietà tra famiglie per aiutare bambini e i loro parenti in difficoltà nella gestione della quotidianità.

Le famiglie di supporto, gratuitamente, offrono sostegno a questi bambini inserendosi nell’area del rafforzamento dell’azione educativa dei minori.

Di particolare interesse, “lo spazio compiti” un doposcuola a cui partecipano una quarantina di bambini e ragazzi che ha coinvolto anche la parrocchia di Sant’Antonio, spazio presentato dall’operatrice Grace Awounou. Aspetti positivi del progetto sono sicuramente la sua dinamicità e flessibilità.

Simona Valgimigli

psicologa psicoterapeuta

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