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cronaca

Policlinico, accompagnatori al freddo «Ore di attesa in una struttura aperta»

La replica dell’azienda: «Errore di comunicazione del personale, da due mesi c’è una stanza interna e riscaldata»


07 dicembre 2021 Luca Gardinale


Luca Gardinale

Al momento il “tendone” è ancora al suo posto, con le sedute che ospitano gli accompagnatori dei cittadini che si recano al pronto soccorso, che alla luce delle restrizioni anti-Covid devono armarsi di pazienza e aspettare fuori. Oltre alla capacità di aspettare, però, serve anche... una giacca molto resistente al freddo, dal momento che la struttura è aperta ai lati, e di conseguenza gli accompagnatori si trovano a dover attendere (magari diverse ore) con una temperatura vicina allo zero. Succede al Policlinico di Modena, e più precisamente nella struttura montata da mesi davanti alle scale mobili del Pronto soccorso per ospitare gli accompagnatori dei pazienti, che come previsto dai protocolli Covid non possono entrare.

Una situazione già segnalata durante l’estate, con alcuni cittadini che hanno denunciato le lunghe attese al caldo, mentre ora ovviamente la situazione si è ribaltata, come segnala l’accompagnatrice di un paziente che ieri mattina è rimasta a lungo nella struttura: «Questa è la bella sala d’attesa del Pronto soccorso del Policlinico di Modena - scrive la lettrice allegando le immagini - non è possibile entrare con il proprio caro, nemmeno mostrando il green pass, e questo può anche andare bene. Il problema è che ti mandano ad attendere (per diverse ore ovviamente) in un tendone alla base delle scale mobili, aperto, senza nemmeno un “fungo” per riscaldare le persone che aspettano. In questo momento, mentre scrivo, la temperatura segna un grado». Anche ieri pomeriggio, come confermano le immagini, c’erano alcune persone in attesa all’interno della struttura, per la quale è prevista la dismissione entro fine anno, mentre la stanza riscaldata dedicata all’attesa all’interno del Policlinico è al momento sottoutilizzata.

A fare chiarezza sulla situazione è l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, che «in riferimento alla segnalazione ricevuta comunica che già da due mesi è attiva una stanza coperta, chiusa, riscaldata e dotata di bagno, posizionata sotto al Pronto soccorso del Policlinico, con accesso dall’esterno. Una seconda stanza, collocata a fianco della prima, verrà attivata a breve. Le due sale di attesa - incalza l’Azienda - sono destinate a sostituire la funzione di area di attesa della tensostruttura che verrà smantellata a fine anno. Il personale del triage avanzato, quando invita l’accompagnatore ad attendere fuori, fornisce già indicazioni sul percorso per raggiungere la sala di attesa».

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria si scusa quindi «se c’è stato un difetto di comunicazione che non ha consentito all’utente di orientarsi nel modo corretto. Cogliamo quindi l’occasione della segnalazione per ricordare a tutti i cittadini la presenza della sala riscaldata».

Ma qual è invece la situazione all’ospedale di Baggiovara per quanto riguarda l’attesa per gli accompagnatori? «Per completezza d’informazione - riprende l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena - segnaliamo che all’esterno del Pronto soccorso dell’Ospedale civile sono presenti due tensostrutture dotate di lampade riscaldanti a infrarossi per l’attesa degli accompagnatori». A Baggiovara, insomma, la sala interna per l’attesa degli accompagnatori dei pazienti che vanno al Pronto soccorso non c’è, ma la struttura esterna è riscaldata: «Il Pronto soccorso dell’Ospedale civile - chiude l’Azienda - sarà interessato a breve da lavori di ristrutturazione, e per questo motivo non è ancora stato possibile ricavare uno spazio chiuso come avvenuto al Policlinico».

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