Troppi imputati in aula: rinviato di nuovo il processo ai Si Cobas
È stato nuovamente rinviato il processo per violazione delle norme sulle manifestazioni sindacali e per violenza privata per i picchetti organizzati nel 2016 davanti all’Alcar Uno di Castelnuovo. In tutto 86 gli imputati, per 16 capi d’accusa, di cui il principale è l’interruzione di produzione con condotta ritenuta violenta. L’aula più grande del tribunale, l’ex sala del cinema, con le norme anti-covid ha solo 36 posti, e si sono presentate quasi 50 persone: oltre la soglia consentita. L’avvocato Marina Prosperi, che difende la maggior parte degli imputati, ha preso atto del rinvio, che a questo punto avvicina la prescrizione.
Ma i Si Cobas hanno fatto un sit-in davanti al tribunale anche per sollevare un altro caso: quello di lavoratori stranieri, due in particolare, coinvolti in questo e altri scioperi che nel recarsi a segnalare cambiamenti nel loro stato di famiglia si sono visti trasformare la carta di soggiorno in permesso di soggiorno limitato a soli due anni. «Questo ha gravissime ripercussioni sulla persona e sui suoi diritti – ha sottolineato Enrico Semprini dei Si Cobas – è intollerabile». «Ho moglie e un bambino di tre anni – ha spiegato il 32enne marocchino B.S. – senza la carta ho perso ogni certezza».
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