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Industriali, pensionati, bambini e operai: la festa degli scout unisce generazioni

Alfonso Scibona
Industriali, pensionati, bambini e operai: la festa degli scout unisce generazioni

Ieri si è celebrato il cinquantesimo anniversario della nascita del gruppo nell’area della parrocchia di Sant’Antonio, dove tutto ebbe inizio 

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l’evento

Alfonso Scibona

Festeggiato il 50° anniversario dalla nascita dello scoutismo a Sassuolo. Fondatori, capi e scout di ieri e di oggi, compresi i più piccoli, si sono dati appuntamento nell'area della parrocchia di Sant'Antonio (ex fratini) dove l'8 dicembre del 1971 nacque il primo nucleo sassolese. Tra i fondatori presenti Carlo Fattuzzo, Mauro Mattioli ed altri ancora, con Carlo Turrini che ha rinverdito la storia di quei decenni, sul sagrato della chiesa, dove era stato posto il pennone per l'alzabandiera. «Lo scoutismo – ha detto Turrini – mi ha “preso” fin da giovanissimo ed ho imparato a stare insieme agli altri, ad aiutare gli altri. Con il mio gruppo abbiamo lavorato in occasione di eventi terribili come il terremoto del Friuli, sia sul posto che in città, dove si raccoglievano i generi di prima necessità. Dopo qualche anno, con la crescita degli scout, ci furono anche due distacchi, per creare altrettanti gruppi, a Braida ed alla Consolata, che moltiplicarono iniziative e voglia di stare insieme nate grazie a padre Sebastiano e padre Corrado, due frati che hanno dato tantissimo a Sassuolo ed ai sassolesi».

Mauro Mattioli è da 50 anni negli scout di Sassuolo. «Spero di restarci ancora tanto tempo – ha detto – e di poter dare ancora tanto a coloro che sono tra di noi, soprattutto ai giovani, perchè tramandare i nostri principi è la cosa più bella che ci possa essere». Il pomeriggio di ieri è stato vissuto da oltre 300 persone, di varia età ma anche da ex scout che non si vedevano da tempo ed hanno colto al volo l'occasione per ritrovarsi. Industriali, dirigenti, pensionati, impiegati, operai: tutti o quasi con al collo lo storico fazzoletto rossoverde dell'epoca, che li aveva visti attivi. «Vorrei ringraziare quanti hanno voluto esserci – ha detto Fattuzzo – perchè questo gesto significa tanto; vuol dire che lo scoutismo rimane dentro di noi e ci fa sentire qualcosa di forte. Essere scout per qualche mese non vuol dire nulla: gli scout lo restano per tutta la vita ed oggi ne ho una conferma reale».

Dopo l'alzabandiera e qualche ricordo il gruppo è stato coinvolto in un canto che ha davvero mostrato l'affiatamento che esiste tra queste persone di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. È seguita la concelebrazione della messa, che ha riempito la chiesa di Sant'Antonio, dove è stata riformulata la promessa contenente la legge scout ed il motto “Sii preparato”. Alla fine, oltre ai vari gruppi che si sono formati spontaneamente per ricordare e ricordarsi del passato, è stato acceso un fuoco, uno dei simboli base dello scoutismo, attorno al quale si fraternizza. La giornata si è conclusa con un rinfresco e la vendita di magliette e magneti celebrativi del cinquantenario, oltre alla “promessa” di ritrovarsi di tanto in tanto per continuare a dare l'esempio degli scout ai giovani.

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