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Chiusura anticipata per i negozi alimentari Arriva la stretta contro i market etnici

Serena Arbizzi
Chiusura anticipata per i negozi alimentari Arriva la stretta contro i market etnici

Provvedimento valido in centro da domani fino al 31 dicembre. Si vogliono contrastare criminalità e crescita di contagi

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Serena Arbizzi

Arriva la stretta contro i bivacchi in centro storico. Dopo le risse che si sono svolte per tre serate consecutive davanti al negozio etnico di corso Fanti, ecco l’ordinanza del sindaco che da domani obbliga alla chiusura alle 21 gli “esercizi di vicinato del settore alimentare e misto” del centro. In pratica, quei negozi dove si formavano assembramenti e dove, dopo aver acquistato sostanza alcoliche, gli avventori si fermano formando capannelli.

Bellelli ha firmato ieri l’ordinanza, valida fino al 31 dicembre compreso, proprio per contenere il fenomeno del consumo serale di bevande davanti a questi negozi, e conseguente assembramento di persone con la mascherina abbassata.

Il provvedimento riguarda sia i piccoli esercizi di generi alimentari e misti, sia quelli che hanno come unica modalità la vendita tramite distributori automatici in quanto «luoghi di potenziale assembramento non vigilato».

La chiusura sarà dalle 9 di sera alle 5 dell’indomani, tutti i giorni della settimana, nell’area delimitata da questo perimetro stradale: vie De Amicis, Galilei, Fassi, Catellani, piazzale Ramazzini, Garagnani, Carducci e Petrarca, ovvero tutto il centro storico.

L’ordinanza si integra con quella della settimana scorsa sull’obbligo della mascherina all’aperto in centro, e richiama il regolamento di polizia urbana dove prevede il divieto di consumare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, per le vie del centro, nei parchi e nelle aree verdi, fra le 20 e le 6 del giorno seguente.

Non rispettare l’ordinanza comporta una sanzione pecuniaria da 400 a mille euro, e la sanzione accessoria, in capo al prefetto, della chiusura dell’esercizio da cinque a 30 giorni.

IL PROVVEDIMENTO

Nel testo dell’ordinanza si diche, chiaro e tondo, che, spesso, come lamentato da residenti e commercianti, i negozi che vendono alcolici diventano veri e propri punti di assembramento.

«Risulta evidente da controlli e interventi effettuati – si legge nel provvedimento – come l’attività svolta dall’esercizio di vicinato, la cui attività dovrebbe consistere soprattutto nell’offrire prodotti alimentari di uso domestico alla comunità, in particolare nel centro storico, proprio in ragione delle molteplici occasioni di ritrovo, risulti snaturata dalla normale vocazione dell’attività commerciale poiché l’offerta di bevande alcoliche è oltremodo superiore all’offerta di prodotti alimentari».

L’ordinanza muove anche dalle premesse che la quarta ondata di diffusione del Covid sta facendo registrare anche a Carpi una costante crescita della diffusione del virus. Oltre al fatto che, poche settimane fa, si sono verificate tre risse nel fine settimana. Episodi che preoccupano i residenti e gli altri commercianti.

Il tratto di corso Fanti più vicino alla Cattedrale è quello più critico dove sfociano risse e aggressioni: qui i cantieri oscurano la visibilità e viene così fomentata la creazione di zone di degrado e criminalità.

A questo si aggiunge la presenza dei due negozi che vendono alcolici fino a tardi a gruppi di ragazzini che commettono atti vandalici e violenti. In uno degli ultimi episodi una banda ha colpito con le spranghe due avventori di un mini market. L’asse del degrado si è spostato anche su corso Cabassi, con la presenza, anche lì, di un punto vendita che non rispetta la regole del negozio, ma serve alcol a tutte le ore, permettendone la consumazione sul posto. Con l’ordinanza si punta a stroncare questi fenomeni e ad arginare anche la diffusione dei contagi.

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