«Polo logistico a rischio se si farà la Bretella»
L’allarme del comitato in una lettera aperta alle imprese «Il collegamento occupa l’area adiacente alla ferrovia»
No alla Bretella, sì alla Bretellina, purché nella versione “casello free”. Il comitato No Bretella - Sì Mobilità Sostenibile mostra le carte. Le associazioni aderenti scrivono una lettera aperta agli imprenditori e ai lavoratori modenesi e reggiani. Al testo sono allegate due mappe dell’area intorno allo scalo merci di Marzaglia. La prima mostra un percorso lineare tra lo scalo merci e la tangenziale. È l’esito dello “Studio sulla piattaforma logistica di Marzaglia”, commissionato dalla Camera di Commercio. Lo studio, datato 2010, lascia spazio ai quattro capannoni del polo logistico intermodale previsto a Cittanova. «Il polo nasce dalla necessità di assicurare in prospettiva l’interscambio tra le merci su gomma e la ferrovia - spiega l’architetto Ezio Righi, componente del comitato - già allora c’era la criticità che la localizzazione non dava spazi di crescita».
Trovare spazio è il problema della seconda mappa. L’area alla base è la stessa dallo scalo merci alla tangenziale. Cambia il tracciato del progetto. I tre capannoni più a nord sono solcati da un ghirigoro di strade, indicate come i caselli dal comitato. Il quarto capannone più a sud è a sua volta attraversato da una via. «Il progetto della Bretellina si interpone tra lo spazio disponibile e la ferrovia - argomenta Righi - in tal modo, si preclude la possibilità di realizzare un’infrastruttura efficiente di interscambio tra gomma e rotaia». Il comitato non si oppone al progetto della Bretellina in sé. «Sarebbe sufficiente la modifica già proposta dallo studio dell’Istiee dell’università di Trieste, commissionato dalla Camera di Commercio», ribadisce l’architetto.
Mauro Solmi, storico componente di Legambiente Modena, concorda. «Siamo naturalmente a favore del potenziamento del trasporto ferroviario - ribadisce Solmi - Ci vuole un collegamento tra la viabilità esistente e lo scalo. Siamo ovviamente d’accordo sulla Bretellina con il percorso diverso». Il rappresentante di Legambiente insiste sulla sostenibilità. «La Bretella ha un impatto ambientale gravissimo su un territorio già sofferente per tanti interventi in atto - aggiunge Solmi - l’operazione diventa insostenibile anche perché dobbiamo pensare a un sistema di mobilità completamente diverso, che riduca le emissioni di anidride carbonica». L’alternativa ferroviaria diventa dunque primaria per Legambiente rispetto ai combustibili fossili. «La costruzione stessa della Bretella porterà oltre sei milioni di chilogrammi di anidride carbonica all’anno», chiude Solmi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
