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a un anno dalla rimozione 

Il Pd: «Rimettete le casette dell’acqua» Ma la giunta frena: «Altre priorità»

Stefania Piscitello
Il Pd: «Rimettete le casette dell’acqua» Ma la giunta frena: «Altre priorità»

Servizio tolto dal precedente gestore per costi troppo alti Forse bando nel 2022 per trovarne un altro più economico

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Stefania Piscitello

È passato quasi un anno da quando i quattro distributori dell’acqua dislocati in diverse parti del territorio comunale sono stati rimossi. L’annuncio era arrivato, tra non poche polemiche, a fine dicembre 2020. E nelle settimane successive, la ditta Pro Acqua, proprietaria e gestore degli erogatori di acqua pubblica distribuita ai cittadini per 6 centesimi al litro, si era occupata della rimozione degli stessi. Adesso il tema è tornato in Consiglio comunale, dove Serena Lenzotti (Pd) ha interrogato la giunta su quali siano le intenzioni sul futuro di questi erogatori. Una risposta c’è, ma non convince il Pd: il bando verrà predisposto nel 2022, ma dopo altre azioni considerate dall’amministrazione prioritarie. Ma andiamo con ordine.

Dopo la rimozione delle cosiddette casette, si era fatta sentire a gran voce Legambiente che aveva chiesto che l’amministrazione si adoperasse per garantire la continuità del servizio, sia sostenendo con investimenti il progetto, sia informando la cittadinanza su questa possibilità. L’erogazione infatti era stata sospesa perché pare che il gestore non rientrasse nelle spese. Il tema “casette dell’acqua” è stato al centro del dibattito per diversi mesi, e anche in occasione dei Consigli di frazione di poco tempo fa qualche cittadino ha riportato l’argomento al sindaco e alla giunta, chiedendo delucidazioni sulla pubblicazione di un bando per riassegnare il servizio. La domanda era stata posta anche in occasione del Consiglio comunale di gennaio, come ricordato anche l’altra sera da Serena Lenzotti: «L'amministrazione – ha ripercorso – dopo aver esplicitato le criticità che avrebbero portato alla sospensione dell’erogazione del servizio precedentemente assegnato, dichiarava che avrebbe valutato la pubblicazione di un nuovo bando con spese completamente a carico dell’impresa affidataria, che dovrà inoltre pagare il canone unico di occupazione di suolo pubblico».

Finora però il bando non è stato pubblicato, ma il vicesindaco Camilla Nizzoli sottolinea: «Effettuata la valutazione, ai fini della possibilità di pubblicare un nuovo bando, si è constatato che l’operatore uscente non rientrava nella copertura dei costi di gestione dei quattro erogatori. Ai fini del rispetto della sostenibilità ambientale e per offrire un servizio che in futuro sia poi realmente utilizzato dalla cittadinanza, è necessario valutarne preventivamente la giusta collocazione non escludendo la possibilità di un ripristino del servizio, ridotto nella sua entità rispetto al passato ed individuando le possibili aree di maggiore interesse».

Il servizio dunque, se anche dovesse tornare, potrebbe non essere come quello di prima: si valuterà insomma se riproporlo sì , ma in entità ridotta. Quanto alle tempistiche, «il bando verrà predisposto nel corso del 2022, nel rispetto delle numerose priorità da svolgere già in programmazione da parte dell'Ente».

Non soddisfatta, Lenzotti ha ricordato che il sindaco Menani a gennaio aveva spiegato che l’amministrazione aveva valutato la pubblicazione di un nuovo bando. «Mi pare –- ha incalzato – che durante un Consiglio comunale sia stato ammesso che la sostenibilità ambientale, intesa anche come mobilità sostenibile, non era tra i primi obiettivi del vostro mandato, ma che avreste effettuato un cambio di passo in tale direzione. Auspichiamo che il cambio di passo arrivi celermente, e sarebbe opportuno che le tempistiche fossero più celeri rispetto a quanto già previsto un anno fa. Chiediamo inoltre che venga fatto un investimento minimo che, come possiamo vedere a Fiorano, risulta ottimale e garantisce ugualmente un servizio ai cittadini».

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