La “Scuola delle emozioni” I bambini ritrovano la socialità
Aiutare i più piccoli dopo mesi di pandemia in cui molti hanno sofferto Spazio anche all’espressività teatrale e alla ricostruzione delle relazioni
Paola Ducci
Come gestire le emozioni dei bambini e saperle condividere con gli altri per una crescita della persona? Quali frutti raccogliere da un’esperienza come la pandemia? Sono le domande a cui vuole rispondere ‘Scuola delle emozioni’, un percorso sperimentale rivolto agli educatori, insegnanti e genitori delle scuole dell’infanzia e delle primarie della provincia di Modena. Un’attività formativa, in modalità online, che vede coinvolti l’Ausl e l’Ufficio scolastico provinciale (Usp) con la collaborazione di docenti dell’Università di Bologna. Agli incontri in programma (tre in totale che hanno preso il via in queste settimane e si concluderanno entro i primi mesi del 2022) partecipano anche i professionisti sanitari che collaborano con gli istituti scolastici coinvolti. «Il progetto è nato nel periodo del primo lockdown – ha spiegato Silvia Menabue, direttore Usp- sulla scia degli sconvolgimenti emotivi vissuti dagli alunni, che dalla scuola in presenza si sono dovuti abituare a un insegnamento a distanza, talvolta faticoso, non soddisfacente e comunque per molti aspetti differente dalla “quotidianità” pre-covid. Sono state tante le iniziative che istituzioni e scuole hanno realizzato per affiancare docenti e ragazzi nel fronteggiare questo momento così difficile e complesso e ciò ha portato alla definizione di buone prassi messe in campo per portare avanti i percorsi inclusivi negli istituti scolastici».
Si è reso così opportuno concentrare l’attenzione non solo sulla parte dedicata agli apprendimenti didattici, ma anche sulla parte più educativa, volta ad una crescita globale della persona, intesa anche nella sua parte emotiva. «Il percorso – hanno specificato Giorgia Pifferi e Cristina Monzani, rispettivamente referenti del progetto per l’azienda Usl di Modena e dell’Usp - ha come obiettivo la socializzazione sana degli alunni; la restituzione della dimensione corporea come aspetto centrale; la possibilità di fare vivere ai ragazzi ambienti che sappiano accogliere le emozioni, senza negarle o camuffarle; la capacità degli insegnanti di educare ad una coscienza ecologica e a una visione del futuro più sostenibile. L’aspetto essenziale è quello della costruzione di un’alleanza educativa tra scuola e famiglia, alla base dell’azione educativa e tema centrale della riflessione pedagogica».
Nei vari incontri, in cui, in prima battuta hanno aderito la Direzione didattica di Pavullo, l’Ic1 di Modena, e gli Istituti comprensivi di Soliera e Nonantola, accanto ad una parte teorica, saranno via via raccolte le buone pratiche da seguire all’interno dei vari contesti educativi. Metodologie che possano dare voce all’emotività, attraverso una relazione che accompagni gli alunni nel processo di riconoscimento delle proprie emozioni e li aiuti a ritrovare il benessere personale. Spazio viene dato anche all’espressività teatrale e all’individuazione di nuove modalità per la costruzione di relazioni empatiche. A seguire, una volta concluso questo primo percorso sperimentale, si lavorerà per creare una cabina di regia a livello provinciale. Sul sito www.ausl.mo.it/scuola-emozioni sono già disponibili interventi e materiali utili.
«Il covid ha gravato sulle generazioni più giovani – ha dichiarato il direttore generale Ausl Antonio Brambilla – in tutti i campi in cui è possibile fare esperienza del mondo e delle relazioni con gli altri».
Ha concluso Massimo Brunetti, direttore della comunicazione e dell’Ausl di Modena: «Questo progetto ha un valore molto importante per la nostra comunità e si colloca all’interno del nuovo Piano della Prevenzione che guarda al futuro partendo dai bimbi piccoli».
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