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Ogni giorno 2.700 analisi tra multiutility e Ausl su 27mila chilometri di rete

Ogni giorno 2.700 analisi tra multiutility e Ausl su 27mila chilometri di rete

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Nel territorio servito dalla multiutility l’acqua del rubinetto è controllata da circa 2.700 analisi al giorno, effettuate da Hera ma anche da Romagna Acque e Asl, che dicono tutte la stessa cosa: «L’acqua - scrive Hera - è non soltanto buona - con valori di calcio, magnesio e potassio in linea con quelli delle acque minerali in bottiglia in commercio, ma è anche sicura – con valori di cloruro, nitrato e nitrito inferiori di oltre l’85% ai limiti di legge. Senza contare che, oltre a costare enormemente di meno di quella in bottiglia (460 euro il risparmio medio annuo per una famiglia di 3 persone), l’acqua del rubinetto è persino più comoda. Il 51% dei clienti che scelgono di berla, del resto, fanno bene anche all’ambiente, evitando il consumo di 284 milioni di bottiglie di plastica».

A dirlo è “In buone acque”, report tematico di sostenibilità dedicato alla qualità dell’acqua potabile e al servizio idrico, che Hera – secondo operatore nazionale per volumi di acqua erogata - pubblica ogni anno dal 2009. «Nel triennio 2018-2020 gli investimenti complessivi nel territorio sono stati 53 euro pro capite, il 30% in più rispetto alla media italiana: risorse fondamentali per garantire la salute di una rete idrica e fognaria che idealmente copre due volte la circonferenza della Terra. Nel solo territorio di Modena, in particolare, il piano industriale del Gruppo al 2024 prevede ulteriori investimenti per complessivi 82 milioni di euro, che andranno a consolidare reti e impianti del comparto idrico locale. Tutto questo consente di archiviare risultati importanti, non ultimo quello relativo alla ricerca e al contenimento delle perdite idriche, che lungo i 27 mila chilometri dell’acquedotto emiliano-romagnolo gestito da Hera - anche grazie a metodiche e tecnologie all’avanguardia - si attestano intorno ai 10 mc per km al giorno, un valore che non arriva nemmeno alla metà del dato medio registrato in Italia. Per garantire qualità e continuità del servizio - conclude Hera - anche a fronte dei noti cambiamenti climatici, favorire la rigenerazione dei bacini acquiferi e promuovere uso e riuso intelligente della risorsa - infatti - la ricetta della multiutility si basa anche e soprattutto su innovazione e investimenti, che nel solo 2020 – come rendicontato anche dal report – sono stati superiori a 166 milioni di euro».

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