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Presidenza della Fondazione In pole spunta anche Cattini

Serena Arbizzi
Presidenza della Fondazione In pole spunta anche Cattini

Dopo Fiocchi e Saraceni ecco il nuovo nome per il vertice di Palazzo Brusati Tra i registi delle grandi mosse sulle scacchiere apparirebbe anche Cavina

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Serena Arbizzi

Sono settimane di grandi mosse sullo scacchiere che definirà il nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.

Se, come anticipato, due nomi su cui si punta per il futuro vertice di Palazzo Brusati Bonasi sono quelli dell’imprenditore Claudio Saraceni, presidente di Garc, azienda edile cui fanno capo numerosi e importanti cantieri, e Flavia Fiocchi, presidente del comitato regionale dei notai, alla guida del Consiglio notarile di Modena, spunta il nome di Federico Cattini.

Il presidente attuale della Fondazione Crc, Corrado Faglioni, giungerà al termine del suo mandato nel maggio 2022 e, per statuto, non potrà essere rieletto, avendo ricoperto altri incarichi prima della presidenza.

Non è l’unica scadenza, quella del vertice. L’attuale consiglio d’indirizzo, infatti, entro maggio prossimo eleggerà il prossimo consiglio d’amministrazione, composto da sette membri. L’attuale consiglio di indirizzo è costituito da 17 componenti. In queste settimane, si susseguono fitti incontri tra i gruppi che hanno nominato il consiglio di indirizzo in precedenza, tra gli stessi 17 componenti e fra chi ha in precedenza ha partecipato come regista alle mosse che hanno impedito un secondo mandato come presidente a Giuseppe Schena.

I nomi ritenuti più papabili, finora, sono quelli di Claudio Saraceni e Flavia Fiocchi. Secondo quanto risulta dai rumors, Saraceni starebbe preparando una lista unitaria, o comunque che possa ottenere otto voti all’interno del consiglio di indirizzo. E qualcuno, a questo punto, ha pensato a un terzo nome da proporre per la presidenza. Quello di Federico Cattini, dottore commercialista e revisore, due mandati quale componente del collegio sindacale della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e dal 2012 componente del Consiglio degli affari economi della diocesi. Un nome, quindi, certamente gradito al mondo cattolico e che riproporrebbe lo stesso schema di alleanza nato durante la tornata precedente, nel 2018. Ed è qui che spunta, tra i fedeli, un nome di peso, che potrebbe avere ancora una certa influenza: quello del vescovo emerito Francesco Cavina.

Non è un mistero, infatti, che numerosi cattolici carpigiani si ritrovino con il vescovo Cavina il quale tiene numerose relazioni con il territorio carpigiano. Anche recentemente, si è svolto un fine settimana in cui, nei pressi del lago di Garda, in cui il vescovo Cavina ha condiviso più momenti con diversi carpigiani e non solo che manifestano grande stima e attaccamento nei suoi confronti.

Quali scenari, quindi, si sviluppano alla luce di queste riflessioni? Una prima ipotesi vedrebbe alla presidenza Flavia Fiocchi e vice Claudio Saraceni. Il secondo scenario è un nome scelto al di fuori della Fondazione: quello id Cattini, con Saraceni sempre nel ruolo di vice. Nell’architettura della prossima Fondazione, è previsto anche un terzo piano, molto più complesso, che lascia intravedere un terzo mandato per Faglioni, un’opzione possibile grazie al cambio dei regolamenti nazionali delle fondazioni.

Rimane da vedere come il nuovo corso della diocesi, con il vescovo Erio, affronterà il tema Fondazione: se, in particolare, l’asse si sposterà su temi più etici e se questi si potranno saldare con gli obiettivi di Comune e mondo del volontariato.

Riusciranno a imporsi, questa volta, i sindaci dei Comuni competenti, laddove quattro anni fa fallirono?

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