Al nonno pedofilo 4 anni e 8 mesi: tradì la fiducia della sua nipotina
Daniele Montanari
Era il nonno materno, una delle figure che in una famiglia ispirano più fiducia da parte dei bambini. E proprio per questo ha subito una condanna pesantissima, «esemplare» la definisce l’avvocato di parte civile Cosimo Zaccaria. Una pena di 4 anni e 8 mesi in effetti è notevole per un incensurato, ancor di più se questi è reo confesso e ha scelto la strada del rito abbreviato, che consente di avere lo sconto di un terzo della pena.
Lui è S.T., 67enne italiano, ciò di cui è accusato, e che ha ammesso, è di essere stato un orco nei confronti della nipotina di 8 anni. L’episodio che ha fatto scatenare tutto è avvenuto nell’ottobre 2020 a Modena, quando di ritorno da un pomeriggio trascorso a casa del nonno la bimba riferì ai genitori di esser stata molestata sessualmente da lui. Nella fattispecie, ciò che è emerso dalle indagini, e dal processo, sono toccamenti nei genitali. In quell’occasione, ma anche in una precedente. Appresa la cosa, il padre andò su tutte le furie e il nonno, sentendosi incastrato, chiamò lui stesso i carabinieri autoaccusandosi. Il trauma per l’accaduto portò poi alla separazione dei genitori.
Si è quindi aperto un processo per violenza sessuale, con l’aggravante della minore età della vittima, e lui, da reo confesso, ha scelto l’abbreviato puntando su un alleggerimento della pena. E a questo ha puntato anche la difesa, affermando che non essendoci stato stupro poteva considerarsi un fatto di lieve entità. Hanno invece vibratamente sostenuto che si trattava di un fatto gravissimo il pm Amara e la parte civile, rappresentata dall’avvocato Zaccaria appunto (per il padre) e dalla collega Franca Massa (per la madre). Il giudice Eleonora Pirillo ha condiviso questa posizione, emettendo ieri pomeriggio la condanna a 4 anni e 8 mesi e disponendo anche una significativa provvisionale: il nonno dovrà pagare subito 25mila euro ai genitori, più il danno da individuarsi in sede civile.
«La ritengo veramente una sentenza esemplare – sottolinea l’avvocato Zaccaria – su un caso che ha richiesto un particolare impegno per contestare il profilo di lieve entità: non sono stati affatto episodi di lieve entità, perché anche con dei toccamenti la bambina ha subito un trauma fortissimo. Per i fatti in sé, e perché commessi da una figura in cui riponeva tutta la sua fiducia. L’ho sentito particolarmente mio questo caso, e l’esito è davvero una soddisfazione».
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