Ceramica, una grande ripresa nel 2021 ma ora l’incubo energia e materie prime
Una crescita oltre le aspettative. Savorani di Confindustria: «Bollette aumentate del 400%, sono necessari interventi»
Alfonso Scibona
Crescita oltre le aspettative, anche nel mercato domestico, costi «molto» oltre le aspettative, soprattutto nel prezzo del gas naturale.
È questa la sintesi dell'incontro di fine anno di Confindustria Ceramica, che ha snocciolato i dati confortanti del fatturato.
A dare le cifre, cui sono seguite le inevitabili riflessioni sui clamorosi incrementi dei costi, il presidente Giovanni Savorani e il direttore generale Armando Cafiero.
Il preconsuntivo 2021, elaborato da Prometeia sui dati di settore, evidenzia per l’industria italiana delle piastrelle di ceramica volumi di vendite intorno ai 458 milioni di metri quadrati (+12 per cento rispetto al 2019), derivanti da esportazioni nell’ordine di 367 milioni di metri quadrati (+13 per cento) e vendite sul mercato domestico per oltre 91 milioni di metri quadrati (+9 per cento).
La crescita interessa praticamente tutti i principali mercati del mondo, con le performance più positive negli Stati Uniti, in Germania, Belgio e Paesi Bassi. La produzione dovrebbe superare i 430 milioni di metri quadrati, in crescita del 25% circa.
«La bolletta energetica dell’industria ceramica italiana – ha commentato il presidente Savorani – era di 250 milioni di euro che, a seguito di aumenti nell’ordine del 400 per cento, oggi si approssima al miliardo. Una esplosione di costi che, anche in presenza di aumenti nei listini, non appare sostenibile. Sono urgenti e necessari interventi per calmierare l’insostenibile situazione del gas naturale. Una prima misura potrebbe essere la sostituzione di quota parte del gas di importazione con altro di produzione nazionale, a prezzi calmierati e inserito all’interno di un percorso di transizione energetica. Nel 1995 nel nostro Paese venivano estratti oltre 20 miliardi di metri cubi, mentre oggi siamo a 4: una opzione che, se non attuata in tempi brevi, potrebbe scontare il rischio di trovare il bicchiere vuoto, in quanto alcuni Paesi frontalieri attingono già da questi giacimenti condivisi».
« Devono anche essere presi in considerazione altri costi, cresciuti a dismisura – continua il presidente Savorani – Già nei mesi scorsi avevamo denunciato la crisi dei trasporti via mare, a partire dal fortissimo rialzo dei noli marittimi accompagnato dalla difficoltà a reperire container. La situazione purtroppo non è migliorata: abbiamo notizie, ad esempio, che in diversi porti degli Stati Uniti ci siano decine di navi mercantili alla fonda, in attesa di sbarcare i loro container. Una situazione che determina ritardi nelle consegne e aumento nei costi».
C'è poi il riferimento alla Bretella, come ogni anno. «Rispetto al fondamentale tema delle infrastrutture – dice ancora – non registriamo concreti passi avanti nella realizzazione della Bretella autostradale Campogalliano – Sassuolo e delle altre opere collegate, mentre salutiamo con favore l'avvio dei lavori al porto di Ravenna».
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