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Il paese resta senza medici: il sindaco scrive alla Regione

Il paese resta senza medici: il sindaco scrive alla Regione

Dai tre che c’erano nel 2020 non ne resterà più nessuno con l’ultimo pensionamento Pasini: «In questa emergenza servono misure straordinarie»

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Lama Mocogno. Una lettera all’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini per chiedere «soluzioni straordinarie» per far fronte alla carenza di medici di base in montagna, che su Lama Mocogno sta avendo ripercussioni pesantissime: dei tre dottori che c’erano nel 2020, a fine 2021 non ne rimarrà nessuno, con l’ultimo pensionamento.

A porre in modo netto e diretto la questione assistenziale in montagna, nei confronti di una popolazione in prevalenza di anziani, è il sindaco Giovanni Battista Pasini, che chiede alla Regione una soluzione. Dei due medici di famiglia rimasti sul suo territorio, uno è andato in pensione a settembre, e l’altro lo farà a fine dicembre. Dopo rimarrà solo un dottore “a cavallo” con Polinago e il resto sarà affidato alla guardia medica, che non può avere lo storico del paziente. «Il problema non si risolve con una soluzione tampone come il servizio di guardia medica diurna attivato in questi mesi, che si caratterizza purtroppo per un notevole affanno e per continui avvicendamenti – sottolinea – così come la scelta di introdurre l’infermiere di comunità, pur essendo apprezzabile, non risolve il problema. È una figura che può essere di supporto ai medici, ma non può in alcun modo sostituirli».

«La situazione – rilancia – non è più sostenibile: mette a rischio la salute delle persone proprio nel momento in cui l’assistenza territoriale dovrebbe essere rafforzata: viene ridotta in modo preoccupante quella continuità di cura che solo il “medico di fiducia” può assicurare». L’Ausl ha esperito tutte le procedure di reclutamento “normali”, senza però arrivare ad alcun risultato stabile. Da qui la richiesta di una soluzione nuova: «Di fronte a situazioni di emergenza organizzativa, di cui peraltro non si vedono sbocchi strutturali a breve termine, vanno ricercate soluzioni straordinarie – rimarca Pasini – superando vincoli e incompatibilità e mettendo in atto misure premianti per i medici che si rendano disponibili ad assumere incarichi in montagna. Oggi tocca a Lama Mocogno, ma se si va avanti così il problema interesserà tutti.».

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