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La famiglia Grosoli cinque generazioni che portano in tavola l’aceto balsamico

Giovanni medici
La famiglia Grosoli cinque generazioni che portano in tavola l’aceto balsamico

L’oro nero con l’immagine del Duca del Velazquez è da 130 anni il simbolo dell’eccellenza tutta modenese

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Giovanni medici

Da 130 anni sulle tavole dei modenesi e non solo, l’Aceto Balsamico del Duca rappresenta l’esperienza di cinque generazioni, che utilizzando originali ricette di famiglia e contraddistinguendo i suoi prodotti con l’immagine di Francesco I d’Este, portano il nome di Modena nel mondo.

La storia di Aceto Balsamico del Duca nasce nel 1891, con l’iscrizione nel registro della Camera di Commercio e Industria di Modena della Premiata Salumeria Adriano Grosoli, che inizia la vendita di specialità alimentari di sua produzione: salumi, insaccati, formaggi, lambrusco e aceto balsamico. Fin da subito l’azienda si distingue per la qualità dei suoi prodotti, riconosciuta nel febbraio del 1927 a Genova, in occasione dell’Esposizione Internazionale, durante la quale vengono conferiti infatti il Diploma di Gran Premio e la Medaglia d’Oro alla ditta Grosoli Adriano “per la speciale lavorazione di prodotti tradizionali”.

Ad Adriano succede il figlio Mario, che continua con la stessa passione del padre a condurre la bottega di famiglia. Nel 1972 Mario lascia a sua volta il comando al figlio Adriano che, dal 1974, decide di dedicarsi esclusivamente alla produzione di Aceto Balsamico di Modena. Insieme alla moglie Luciana, decide di contraddistinguere il prodotto con il ritratto fatto da Velazquez del Duca Francesco I d’Este, tra i più famosi e appassionati produttori di quel balsamo molto apprezzato dalla corte.

Oggi a guidare l’azienda di famiglia è la figlia del 93enne Adriano, Mariangela (nella foto a fianco con Adriano e Lucia), che è anche presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Mariangela Grosoli è amministratore delegato della società e presiede il Cda della stessa, di cui fa parte anche la sorella Alessandra. Giorgio Fini, Elio Federzoni, Giuseppe Giusti e appunto Adriano Grosoli. Erano questi i quattro “cavalieri che fecero l’impresa”, coloro che negli anni Sessanta – con le rispettive aziende – guidarono il passaggio dell’aceto balsamico dai solai domestici al mondo dell’industria, trasformandolo così in un’eccellenza del made in Italy e dando vita al primo Consorzio che poi portò all’assegnazione della Igp (indicazione di origine protetta).

Adriano Grosoli ricorda che alle prime uscite del suo aceto balsamico i possibili clienti gli chiedevano: «Is this wine?». «Rispondevo che era “Balsamic vinegar”, seguiva un’espressione esterrefatta come parlassi di uno sconosciuto e allora raccontavo la storia di come si produce da secoli nell’area di Modena, la tecnica, come mangiarlo. E così il balsamico – ha spiegato in occasione del suo 90esimo compleanno – entrava nelle loro cucine come ambasciatore del made in Italy».

Oggi il sito di via Medicine 2340, località la Busa, tra San Donnino di Modena e San Vito di Spilamberto, è dedicato all’invecchiamento del prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop e conserva centinaia di preziose botticelle. Costituito da un’antica fornace per la cottura dei mattoni, edificata intorno al 1600, è stato ristrutturato e reso fruibile ai tanti visitatori che desiderano scoprire i segreti di questo prodotto unico.

A una trentina di anni fa risale la costruzione del nuovo stabilimento, ulteriormente ampliato tra il 2004 e il 2008, che comprende una palazzina uffici e un negozio per la vendita diretta (ma ovviamente c’è anche la possibilità di comprare on-line). All’interno sono collocati gli imponenti tini di rovere destinati alla maturazione di Aceto Balsamico di Modena Igp, e le diverse linee di produzione.

«Aceto Balsamico del Duca – spiega Mariangela Grosoli – fattura in media 3,5 milioni di euro l’anno, esporta il 70% della sua produzione all’estero (in 40 paesi del mondo, ndr) e punta a un target di mercato medio-alto. Abbiamo circa venti dipendenti».

Le vicende legate alla pandemia hanno ovviamente creato qualche difficoltà all’azienda della famiglia Grosoli. «Ora le cose stanno migliorando, il comparto è in ripresa, in Italia e in mercati come l’Estremo Oriente o la zona degli Emirati. Ma la situazione – conferma – è a macchia di leopardo. Ciò che accade in Germania ad esempio, con possibili restrizioni al consumo fuori di casa, ad alberghi, ristoranti, eventi, è fonte di preoccupazione».

Aceto Balsamico del Duca propone prodotti rispettosi dell’ambiente, come la linea Biologica (nata nel 1995) declinata in varie proposte, o che sottolineano il forte legame con il territorio d’origine, con la linea Solo Modena, ottenuta totalmente da uve della provincia. Nel 2016 l’azienda fondata da Adriano Grosoli è stata ammessa a pieno titolo nel registro dell’Unione Imprese Centenarie Italiane e nel 2018 ha fatto il suo ingresso in azienda Lucia, figlia di Mariangela, rappresentante della quinta generazione della famiglia.

Nell’anno in cui festeggia il suo 130° anniversario il 2 giugno scorso ad Adriano Grosoli è stato assegnato il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella.

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