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i sindaci di carpi, soliera e novi 

«La Fondazione stia lontana dai giochi di potere»

Serena Arbizzi
«La Fondazione stia lontana dai giochi di potere»

Bellelli, Solomita e Diacci convocano i grandi elettori: incontri con il consiglio d’indirizzo per l’elezione del nuovo Cda

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Hanno scatenato un putiferio i retroscena relativi all’elezione del nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che vede tra i principali papabili Claudio Saraceni, Flavia Fiocchi e Federico Cattini. Mosse che coinvolgerebbero anche il vescovo emerito di Carpi, Francesco Cavina il quale ha incontrato nelle scorse settimane diversi estimatori carpigiani al lago di Garda.

«La Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, per la sua storia e per la sua vocazione, deve rappresentare un valore positivo per i nostri territori – scrivono i sindaci di Carpi, Soliera e Novi – La sfida della ripartenza non può vedere questa istituzione separata dal tessuto sociale e territoriale dalle comunità. Il Pnrr pone importanti sfide ai nostri territori, per questo motivo la Fondazione deve essere tra i protagonisti di quest’importante opportunità, con gli enti locali e il tessuto sociale ed economico. Chi pensa la Fcrc come un coacervo di interessi “particolari”, sbaglia. Siamo per questo motivo rimasti basiti nel leggere i retroscena che stanno accompagnando il rinnovo del Cda della Fondazione, dove appare che l’unico interesse comune sia la spartizione del potere. Questo è un modo e un metodo sbagliato perché nel migliore dei casi altro non è che un dibattito tutto interno e di bassissimo profilo, nel peggiore bada più agli interessi dei singoli che a quelli collettivi».

Per questo «pensiamo che il prossimo Cda della Fondazione debba rappresentare, in modo nuovo e aperto, il mondo della cultura, del volontariato, dell’impresa, e ovviamente degli enti locali – proseguono i sindaci – Abbiamo bisogno di una Fondazione che riesca a realizzare gli impegni assunti con le nostre comunità, che dialoghi con le istanze del territorio, aprendosi a queste. Pensiamo a una Fondazione che metta al centro il bene comune e rigetti per questo motivo chi mette al centro gli interessi particolari e spartitori. Il nostro impegno va in questa direzione, in modo trasparente e responsabile. Ci auguriamo che questa visione sia condivisa da tutti i soggetti che hanno una responsabilità nella nomina del nuovo Cda. Perciò ci faremo carico di provare a convocare un incontro con tutti i soggetti che nominano consiglieri di indirizzo per provare a condividere insieme, profilo, obiettivi da consegnare ai consiglieri di indirizzo per eleggere il nuovo Cda».

La prossima tappa, quindi, sarà un incontro con i grandi elettori e il tema si conferma sempre più incandescente.

Serena Arbizzi

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