Policlinico, medici e infermieri contro il blocco del turnover
«Dal premio Covid al “regalo” del blocco delle assunzioni». Davanti al Policlinico si levano venti di rivendicazione per i professionisti della sanità. «Siamo in presidio per urlare alla Regione il nostro dissenso sul blocco del turnover», tuona Nicola Maria Russo, segretario Uil Fpl di Modena. «Si chiede ai lavoratori di fare sempre di più con meno personale – incalza Alessandro De Nicola, segretario Fp Cgil di Modena – e così non va bene. Chiediamo garanzie per i lavoratori, chiediamo di assicurare il livello ottimale di dotazione organica, chiediamo soprattutto di procedere alla stabilizzazione del personale assunto per fronteggiare l’emergenza». De Nicola elenca decine di carenze negli organici sanitari modenesi: «Abbiamo servizi in forte sofferenza – dice – come l’attività nei punti vaccinali e quella nei servizi territoriali».
«Dobbiamo evitare il logorio del personale esistente – sottolinea il sindacalista della Uil – costretto a fare gli straordinari per garantire una sanità adeguata alla cittadinanza». A stretto giro, un infermiere evidenzia il desiderio di ferie a fronte dei “riposi richiamabili”. Bologna annuncia interventi e chiama in causa Roma. «Per continuare anche nel 2022 una politica di valorizzazione e di adeguamento degli organici della sanità, occorre che il governo riconosca i fondi per le spese per il contrasto alla pandemia – chiede Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute : e per la campagna di vaccinazione».
L’assessore difende le politiche sostenute: «L’Emilia-Romagna dal 2016 al 2020 è ha garantito 23mila assunzioni di medici, infermieri, operatori assicurando negli ultimi due anni il 170% del turnover. E nella prima parte del 2021 le assunzioni sono state oltre 5mila».
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