«Volevamo la nonna a casa Ci hanno detto che non si può»
«Volevamo portare la nostra congiunta a casa per permetterle di farle trascorrere qualche ora in compagnia della sua famiglia. Non ci è possibile e ci dispiace molto. Sarebbe stata con persone che per prime non vorrebbero che le accadesse qualcosa, vaccinate, in una situazione confortevole, c’è anche il Patto di Corresponsabilità».
Tra le segnalazioni che ci sono arrivate su questa vicenda abbiamo scelto di riprodurre queste parole, parole di chi vive in prima persona la frustrazione di non poter passare le prossime feste in famiglia con chi normalmente vive tra le quattro mura di una Casa Residenza per Anziani.
«In attesa di eventuali nuove indicazioni in merito, ministeriali o regionali, tutto è lasciato alla facoltà dei gestori delle singole strutture, nell’ambito della loro autonomia gestionale» fa sapere l’Azienda Usl interpellata sul tema.
Manuela Tonini, presidente regionale del Comitato Libro verde familiari e operatori, realtà spesso critica con la situazione delle Cra modenesi, dal canto suo non trova sbagliata l’eventuale decisione di non mandare a casa per le feste gli anziani delle strutture.
«Una scelta vista la situazione attuale fatta con cognizione di causa – spiega – semmai i problemi delle nostre Cra sono i letti insufficienti per l’isolamento, la carenza di personale sanitario, infermieri e Oss, i pochi posti per chi soffre di demenza senile rispetto ai tremila malati in provincia».
Le Cra nella provincia di Modena sono 52 con circa tremila posti convenzionati. Visto che dove è in procinto di essere presa questa decisione sta provocando alcune proteste dei familiari, a quanto è dato sapere in queste strutture dovrebbero essere garantite comunque alle famiglie degli ospiti maggiori possibilità di visita nelle imminenti festività.
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