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Dai Lions 52 tessere spesa in aiuto alle mamme sole «Ritrovare la fiducia»

G.F.
Dai Lions 52 tessere spesa in aiuto alle mamme sole «Ritrovare la fiducia»

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Cinquantadue tessere chiamate speranza. I Lions modenesi rilanciano un’iniziativa solidale con la Caritas diocesana modenese. Il servizio si chiama “Adotta una mamma” ed è rivolto a madri sole con figli a carico. Ciascuna ha ricevuto una tessera prepagata Conad dal valore di cinquanta euro. «Spero che le persone possano ritrovare la fiducia», auspica Elisa Grande, presidente del Lions club Modena Estense. Il valore del dono è apprezzato dal vescovo don Erio Castellucci e dal vicepresidente della Caritas Federico Valenzano. «Andare a casa delle mamme e donare la tessera permette di rendersi conto delle condizioni abitative - illustra Valenzano - C’è anche la questione della didattica a distanza».

Il proverbio è dietro l’angolo: donare un pesce può risolvere la fame di un giorno; insegnare a pescare può fornire gli strumenti per il sostentamento. «Un privato ci ha donato cinquanta iPad - riconosce grato Valenzano - ma c’è anche il caso della mamma analfabeta nella propria lingua che non sa usare lo strumento. In una casa di sessanta metri quadri con quattro fratelli si fa poi fatica. Esistono casi di persone che pagano quattrocento-cinquecento euro di affitto al mese per posti di dubbia agibilità. Ecco cosa è venuto fuori con una tessera».

Il divario digitale è tra gli ostacoli più comuni registrati nell’ultimo periodo dalla Caritas. «Ci sono persone che potrebbero accedere ai beni primari - sottolinea il vicepresidente - ma fanno molto fatica a svolgere operazioni che fanno la differenza. È tutta una questione per cui il mondo della politica è interpellato». L’esempio è presto fatto. «A una signora appena scippata e disperata perché le era stata rubata la tessera sanitaria è stato richiesto di fare lo Spid (Sistema pubblico d’identità digitale) - aggiunge Valenzano - Così la farmacista ha dovuto discutere un’ora al telefono per convincere l’operatore della Saub a fare una fotocopia del documento. Esserne sprovvisti significa non accedere alla casa di riposo, non avere il green pass. Proprio le categorie più deboli e più fragili possono essere penalizzate per l’accesso alle case popolari, per la morosità incolpevole, per il fondo affitto». Le difficoltà spesso si accavallano. «Stiamo accompagnando tante donne sole che si trovano a fronteggiare il problema di arrivare alla fine del mese - rimarca il vicepresidente - insieme a quello di occuparsi dei bambini e talvolta di avere genitori anziani da accudire». Gli anziani soli rappresentano un’altra fetta delle persone assistite in città dalla Caritas. Sono novantatré nell’elenco stilato da Valenzano.

Decisamente maggiore il numero dei minori assistiti dalla Caritas. Novecentotre hanno meno di dodici anni. «Un’ultima questione che ci preoccupa tantissimo è la povertà educativa - evidenzia il vicepresidente - e in particolare la dispersione scolastica». La pandemia è indicata come la marea che mostra problemi normalmente sommersi. Valenzano ricorda una puntata di “A sua immagine” in cui emergono quasi cinquemila modenesi assistiti dalla Caritas. Superare il sentimento di vergogna è il primo passo per ricevere aiuto. «La tessera è legata alla dignità della persona - suggerisce Francesca Maletti, vicepresidente regionale Acli - e permette alle persone di prendere i beni di prima necessità di cui hanno bisogno».

G.F.

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