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Politecnica, una società di progettisti “alla pari”: è prima certificata Idem

Giovanni Medici
Politecnica, una società di progettisti “alla pari”: è prima certificata Idem

La presidente Federzoni: «Se i generi sono ugualmente rappresentati si lavora bene Ancora troppe donne escluse nella nostra professione»

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Giovanni Medici

«Un gruppo di lavoro composto di sole donne o di soli uomini porta più tensione. Se i generi sono tutti rappresentati la collaborazione è più naturale. La progettazione, fatta per le persone, è un mondo che necessita anche di una spiccata sensibilità femminile». Francesca Federzoni è la presidente di Politecnica, una delle maggiori società italiane di progettazione integrata, e che ha recentemente ottenuto, prima in Italia del settore, la certificazione di Gender Equality di Idem, start-up universitaria nata nel 2020 in seno alla Fondazione Marco Biagi Unimore. Politecnica ha già fissato l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 la piena parità numerica tra donna e uomo. Attualmente il 47% del personale è femminile e gode di piena parità di remunerazione. «La certificazione di Idem è una foto di ciò che siamo, in queste settimane modificheremo alcune procedure interne per arrivare ad un ulteriore miglioramento – continua Federzoni, dal 1995 in azienda – i professionisti che lavorano a Politecnica non sono solo dei tecnici ma hanno un loro vissuto. Progettare un edificio o un’opera pubblica uomini e donne assieme garantisce una diversa organizzazione del lavoro ma anche diversi punti di vista su come realizzare impiantistica, spazi interni ed esterni». La scelta di superamento del gap di genere fatta dalla coop modenese (che ha sedi pure a Milano e Firenze) con la certificazione di Idem (che ha preso in considerazione indicatori relativi alle retribuzioni, alle opportunità di carriera, all’organizzazione e alla cultura organizzativa) non è solo di tipo politico-ideologico, ma fa parte anche di una visione imprenditoriale precisa. Politecnica infatti così centra e anticipa i requisiti di certificazione della parità di genere prima dell’entrata in vigore del Decreto semplificazione e dei regolamenti previsti dalla governance del Pnrr. A partire dal primo gennaio 2022 la legge riconoscerà un punteggio premiale per la valutazione di proposte progettuali ai fini della concessione di co-finanziamenti e l’accesso a fondi europei nazionali e regionali. Il raggiungimento della certificazione Gender Equality rappresenta per Politecnica infine anche l’occasione per farsi ambasciatrice di un importante cambiamento di cui necessita tanto il sistema della formazione quanto il mercato del lavoro italiano, in particolar modo nei settori dell’ingegneria e della progettazione, oggi molto in fermento grazie anche al Pnrr. Infatti meno del 30% dei laureati Stem (Science, Technology, Engineering and Mathemathics) è donna. «C’è un gap tra la domanda e la disponibilità di competenze sul mercato – conclude Federzoni - serve una vera trasformazione sociale e culturale per una maggiore inclusione e attrazione delle donne nei percorsi di formazione Stem. C’è una difficoltà oggettiva a trovare figure professionali femminili legate all’ingegneria e reperire laureate in questo ambito; è necessario favorire l’inclusione delle donne anche in quegli ambiti di competenza che culturalmente tendono a escluderle”. Politecnica fa capo a 42 soci, ingegneri ed architetti, che hanno firmato lavori in oltre 50 paesi e ha un fatturato annuo di oltre 18 milioni di euro, per il 30% realizzato all’estero (la stima per il 2021 è di superare i 20). Politecnica nasce dall’integrazione tra competenze diverse – dall’impiantistica all’urbanistica, dal progetto strutturale a quello architettonico – grazie al lavoro in team e alla complementarietà di oltre 280 persone tra progettisti, pianificatori, ingegneri, consulenti e tecnici specializzati (età media 36 anni). Se escludiamo le grandi aziende legate soprattutto alle commesse pubbliche la coop modenese è tra le prime venti società italiane tra le società di ingegneria. È presente in otto Paesi esteri.

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