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il PROGETTO per ora non decolla 

Fondo Interbancario boccia la proposta Bper per Carige

Stefano Turcato
Fondo Interbancario boccia la proposta Bper per Carige

La banca modenese puntava all’88% dell’istituto genovese versando 1 euro con un esborso di un miliardo da parte del Fitd: «La richiesta è irricevibile»

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Stefano Turcato

«Irricevibile». Con questo aggettivo, secondo le prime indiscrezioni non ufficiali di ieri, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, azionista di Carige, ha bocciato la proposta presentata da Bper per l'acquisto della banca genovese. La sostanza è che la proposta di Bper Banca, quanto meno nei termini in cui è stata finora espressa, è stata bocciata dal Fitd.

Ma va anche evidenziato che in una nota diffusa in serata il Fondo Interbancario ha poi attenuato il proprio modo di esprimersi affermando che la proposta di Bper «non è conforme» allo statuto del Fondo stesso guidato da Salvatore Maccarone. Il comunicato ufficiale lascia in ogni caso aperto uno spiraglio per il progetto di Bper: «La manifestazione di interesse – si legge nella nota – presenta termini e condizioni da approfondire che, allo stato, in particolare per quanto riguarda il livello di ricapitalizzazione richiesto per Carige, non risulta conforme alle previsioni statutarie (articolo 35) relative agli interventi del tipo in questione». Il problema, come ovvio, è quel miliardo da versare.

La proposta di Bper, per l'acquisto della partecipazione di Carige in mano al Fondo Interbancario (sostenuto da tutti gli istituti di credito italiani) e a Cassa Centrale Banca, pari nel complesso all'88,3%, era subordinata a una ricapitalizzazione da 1 miliardo da parte dello stesso Fitd, e prevedeva il successivo lancio di un'Opa a 0,80 euro per azione dell'istituto genovese. Bper aveva chiesto una risposta alla proposta entro il termine del prossimo 20 dicembre.

«Il miliardo chiesto al Fitd – ha spiegato Piero Luigi Montani, amministratore delegato di Bper ed ex Ceo di Carige – serve quanto a 450-500 milioni per alzare il Cet1 di Carige dal 9,50 per cento al nostro 13,62 per cento e altri 500 milioni per fare fronte a 600-700 esuberi, oltre a consentire di internalizzare le società prodotto (assicurazioni, informatica e credito al consumo) e ripulire i crediti».

Il Fondo Interbancario, va ricordato, dopo essere intervenuto nei salvataggi di Carige e Popolare di Bari, aveva modificato il proprio statuto proprio per limitare gli interventi di sostegno preventivi.

Prima delle comunicazioni del Fitd erano uscite anche le dichiarazioni di Giuseppe Boccuzzi, presidente di Banca Carige: «L'offerta di Bper – aveva affermato – costituisce una soluzione definitiva, però non conosciamo ancora i dettagli dell'operazione. Li stiamo aspettando con grande attenzione, così come le deliberazioni che dovranno assumere le istituzioni. Nella speranza che l'operazione sia in grado di dare la massima tutela e protezione a tutti gli stakeholders della banca, che sono numerosi, la soluzione è tanto più attesa nella misura in cui riuscirà a rispondere alle aspettative della banca».

Il mercato borsistico, che aveva reagito molto positivamente alle comunicazioni di martedì, quando era stata diffusa la notizia della proposta di Bper, viceversa ieri ha dovuto prendere atto della bocciatura e di conseguenza il titolo di Bper ha perso il 4,25% mentre quello di Carige ha ceduto il 2,38%.

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