Il PalaPaganelli resta al Volley Sassuolo Ricorso di Idea bocciato
Lo scontro sulla gestione del palazzetto arrivato in tribunale Corretto l’uso di volontari e sostenibile il ribasso del 61%
Continuerà ad essere il Volley Sassuolo a gestire il PalaPaganelli. Dopo la decisione del Comune, che aveva riaffidato il palasport al termine del bando di gara, è arrivata anche quella confermativa del Tar dell’Emilia Romagna a cui si era rivolto Idea Volley Sassuolo, arrivata seconda in graduatoria. A dire la verità solo le due realtà sportive cittadine si erano presentate al bando che vedeva il Comune mettere a gara il PalaPaganelli per 86mila euro annui.
«L’importo previsto a base di gara – ha premesso il Tar – è stato fissato tenendo conto delle indicazioni fornite dal gestore uscente (Volley Sassuolo), mentre il criterio prescelto per l’aggiudicazione è stato quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa».
La sconfitta di Idea ha invece avuto strascichi giudiziari e sono stati i giudici amministrativi a dover dissipare le contestazioni. Si tratta di tre argomenti analizzati in modo approfondito. In primis veniva messa in discussione la mancata segretezza dei concorrenti poiché il sopralluogo preventivo al palazzetto era stato effettuato da Idea Volley alla presenza dei referenti di Volley Sassuolo in qualità di gestori. Il Tar ha smontato la tesi sostenendo che il sopralluogo non è indice di sicura offerta e che quindi il Comune ha garantito la segretezza dei concorrenti.
Bocciata anche l’istanza sul ribasso che ha permesso a Volley Sassuolo di ribaltare l’iniziale vantaggio progettuale di Idea. Il PalaPaganelli è infatti andato aggiudicato con una riduzione del 61%. Offerta inizialmente considerata anomala e infatti soggetta ad una verifica istruttoria a cui i vertici dell’assocazione hanno dato riscontro, trovando l’approvazione dell’Unione, che ha bandito la gara. «L’aggiudicataria – scrivono i giudici riferendosi a Volle y Sassuolo – ha dimostrato che effettivamente, fatte alcune eccezioni (ad esempio per le remunerazioni con compensi concordati con il presidente degli atleti di prima squadra e degli allenatori), tutti gli altri addetti a vario titolo impiegati nella gestione dell’impianto sportivo svolgono attività di volontariato, come il presidente di Volley Sassuolo, professor Pietro Anceschi che vi presta oltre 3mila ore annue di attività, traendo il proprio profitto ordinario dall’insegnamento, oltre a molti tesserati ultradecennali che prestano volontariamente e gratuitamente la propria attività. E che tale scelta sia ammissibile trova conferma nel fatto che la Sassuolo Volley Asd è un’associazione sportiva dilettantistica senza fini di lucro iscritta al Coni, che come tale può anche non avere al proprio interno personale dipendente laddove, come nel presente caso, l’attività oggetto di gara sia funzionale allo scopo associativo dell’ente e le attività espletate in forma volontaria siano anche solo indirettamente concorrenti al perseguimento dello scopo dell’associazione».
Non ha trovato infine terreno fertile neppure la contestazione sui punteggi attribuiti dalla Commissione di gara che sono discrezionali e su cui il Tar può intervenire solo a fronte di “macroscopica irragionevolezza o palesi errori di fatto, non ravvisabili nel caso in esame”.
F.D.
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