Gazzetta di Modena

Modena

lite tra un 45enne e un 32enne 

Colpito col cacciavite reagisce con violenza ma il giudice lo “grazia”

D.M.

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Un diverbio scoppiato per futili motivi che conduce a una rissa che poteva avere anche risvolti tragici, dato che uno dei due è arrivato a colpire l’altro nel viso con un cacciavite.

Andò in scena il 17 marzo 2019 in via Radici in Monte, conducendo a una denuncia per lesioni personali aggravate da cui è scaturito un processo che poteva costare caro all’imputato 45enne: il pm Niccolini aveva chiesto un anno e mezzo di carcere. Con la sentenza di ieri l’uomo ha invece tirato un sospiro di sollievo, visto che se l’è cavata con una condanna minima a 2 mesi e 20 giorni, e non da scontare perché la con pena è sospesa. Merito della strategia difensiva dell’avvocato Elisa Vaccari, che ha messo in luce come ci sia stata violenza in realtà anche dalla presunta vittima, un 32enne anch’egli di nazionalità marocchina.

Da quanto ricostruito a processo, il 32enne si era adirato col 45enne per il pagamento di un lavoretto, giudicato insufficiente rispetto al pattuito. Si è scaldato al punto da sferrargli appunto un colpo con un cacciavite che ha causato all’altro tagli alla fronte e alle mani nel tentativo di fermarlo. Poteva andare molto, molto peggio. Con lo stesso cacciavite il 32enne gli ha fatto poi 2mila euro di danni alla macchina. Ma l’altro si è difeso in maniera più che energica, sferrandogli un pugno che ha causato al 32enne la frattura di un’orbita che ha comportato 45 giorni di prognosi. Ha comunque ammesso di avere esagerato, riconoscendogli 6mila euro di risarcimento danno. Al che l’altro ha ritirato la costituzione di parte civile, dinamica che ha senz’altro contribuito ad alleggerire il verdetto.



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