La sfida dei no-vax: messaggi deliranti appesi ai lampioni di piazza Martiri
Striscioni sorretti dai palloncini contro vaccini e green pass Il sindaco: «Posizioni ignoranti, Carpi non la pensa così»
Serena Arbizzi
Hanno agito nelle prime ore del mattino, nel cuore della città, in una sorta di sfacciata sfida alla collettività che ha scelto di credere nei vaccini contro il Covid. Gli estremisti no vax si sono mossi poco prima dell’alba per issare sui lampioni dell’illuminazione pubblica due striscioni, corredati da palloncini per tenerli stesi e affinché il messaggio potesse leggersi chiaramente. “I vax uccidono” e “Gp, nazismo”, dove le due lettere all’inizio della frase stanno per green pass. Un messaggio inequivocabile, firmato in calce da un gruppo altrettanto conosciuto: i “Vivi”, l’organizzazione paramilitare che si è resa protagonista di più blitz analoghi in tutta Italia e finita già al centro di inchieste di diverse procure della Repubblica.
Ad accorgersi dei due striscioni, affissi prima di una mattinata di mercato, sono stati i numerosi cittadini e volontari che fin dalle prime luci dell’alba hanno affollato i portici e la piazza. Diversi hanno allertato le forze dell’ordine e sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia locale che insieme ai pompieri ha tolto – non senza qualche difficoltà – palloncini e striscioni.
Sul posto, per ammirare le reazioni della città alla provazione, è rimasto con ogni probabilità anche un componente del gruppo che ha commesso il gesto. Come rivendicato sul canale Telegram utilizzato dai “Vivi” per organizzarsi, è infatti indicato il tempo preciso di due ore e un quarto da quando gli striscioni sono stati affissi, a quando sono stati tolti e la situazione è tornata alla normalità.
Qualora ce ne fosse bisogno, sempre su Telegram è arrivata la rivendicazione e poi è partito l’ordine dopo la pubblicazione del link dell’articolo della Gazzetta su quanto accaduto in piazza Martiri: rispondere in modo massivo, citando l’articolo 32 della Costituzione che parla della tutela del diritto alla salute e del fatto che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge. E anche questo riversarsi sui social con frasi fatte, banali e riproposte all’infinito è una strategia del gruppo, finora specializzato in scritte deliranti davanti alle scuole o nei pressi dei centri vaccinali.
Da subito sono iniziate le indagini per risalire a chi ha compiuto il gesto: si stanno scandagliando le telecamere per analizzare il contenuto dei video e capire chi si è spinto, in pieno centro, a issare gli striscioni.
L’innalzamento del livello di sfida da parte dei “Vivi” ha subito ricevuto la replica del sindaco Alberto Bellelli: «Paragonare il green pass al nazismo è semplicemente da ignoranti, perché vuol dire che non si sa di cosa si sta parlando – attacca il primo cittadino – I nazisti hanno sterminato milioni di essere umani semplicemente perché di fede, colore e cultura diversa, lo hanno fatto con metodi abominevoli. Oggi i reparti Covid e le terapie intensive sono piene di no vax, molti dei quali venuti a conoscenza diretta di cosa sia il Covid e pentiti delle loro posizioni. Oggi abbiamo un’arma per sconfiggere il virus e tornare a una vita normale, i vaccini, e io sono favorevole pure all’obbligo vaccinale, perché solo con una copertura totale della popolazione possiamo proteggere i più deboli da questo virus vigliacco. Nei giorni scorsi ho contattato l’Ausl per chiedere di risolvere una serie di problemi legati alla logistica dell’hub vaccinale. In tale occasione mi è stato comunicato che vengono effettuati più di mille vaccini al giorno. Si tratta di un risultato importante ottenuto grazie allo sforzo di tanti operatori e volontari a cui si aggiunge l’alto senso civico della nostra comunità. Penso sia la risposta migliore a queste provocazioni».
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