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fiorano. lutto in comune 

È scomparso Giovani il sindaco comunista che scelse la fabbrica

Stefania Piscitello
È scomparso Giovani il sindaco comunista che scelse la fabbrica

Fu il primo eletto col Pci, negli anni ’80 la svolta personale: alla politica preferì una vita da operaio coerente con gli ideali

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FIORANO. All’età di 79 anni è morto Roberto Giovani, ex sindaco di Fiorano dal 1975 al 1980. È stato il primo sindaco locale del Pci. Coerente fino in fondo dei suoi ideali, alla fine degli anni Ottanta ha interrotto la sua ascesa politica, si è fatto assumere in un salumificio come operaio e tale è rimasto fino alla pensione.

Nato a Magreta di Formigine nel novembre del 1942, in piena guerra, Roberto Giovani è cresciuto in zona per poi iscriversi al Partico Comunista Italiano fin dall’adolescenza. Oltre alla tessera, si dedicò alla militanza e anche all’organizzazione guadagnando presto a fiducia dei dirigenti del partito locale. Così fin da ragazzo entrò a far parte di una giovane élite del partito che gli aprì presto le porte alla carriera di funzionario politico e poi di amministratore.

Giovani entrò quindi nel 1970 in Consiglio comunale a Fiorano. Rimase come consigliere fino al 1975 e subito dopo, al termine di una combattuta campagna elettorale, venne eletto sindaco. Molti anziani di Fiorano e Sassuolo lo ricordano ancora oggi come il primo sindaco comunista di un paese che aveva sempre votato per la Dc e i socialisti.

La sua giunta si mostrò equilibrata e priva di strappi violenti col passato, sempre in sintonia con la vicina giunta sassolese guidata dal sindaco Alcide Vecchi. Nel 1980, con l’elezione di Egidio Pagani a nuovo sindaco, Giovani fu eletto in consiglio provinciale.

Pareva che la sua carriera politica dovesse continuare in ascesa, ma qualcosa nel rapporto tra i suoi ideali e il partito deve averlo tormentato. Infatti, alla fine degli anni ’80, molto prima della fine dell’Urss e della Svolta della Bolognina, Giovani decise di abbandonare tutto e dedicarsi a una vita in perfetta coerenza con i suoi ideali comunisti.

Lasciò la politica e diventò operaio al salumificio Ciam. Un operaio comune, senza privilegi di alcun tipo per il suo passato. Lì rimase fino alla pensione.

Trasferitosi a Riccò di Serramazzoni, negli ultimi tempi era assistito. Si è spento all’ospedale di Pavullo. Lì, presso la camera ardente, si potrà salutare la salma fino a domani. Non si terrà un funerale; ci sarà solo la cremazione in forma privata, su sua disposizione.

«La sua è stata una lezione umana – ha commentato Alberto Venturi, giornalista fioranese che lo conosceva bene – era un uomo che sapeva guardare avanti».

«Roberto Giovani - spiega il sindaco attuale di Fiorano Francesco Tosi - è ricordato con affetto e stima nella sua attività di sindaco ancora da molti fioranese, nonostante abbia terminato il suo servizio alla comunità quarant’anni fa».

«So che era una persona che davvero concepiva il proprio ruolo pubblico come servizio. Faceva quello in cui credeva e credeva in quello che faceva per il bene Comune. Fu sindaco in un momento cruciale della storia della nostra comunità e ne fu all’altezza».

A nome dell’intera cittadinanza fioranese Tosi esprime le più sincere condoglianze e vicinanza alla figlia Tania, ai parenti e a tutti coloro che da vicino l’hanno amato ed apprezzato.

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