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allarme dei giovani democratici sulla montagna  

«Infermieri e guardie mediche non possono essere sostituti»

«Infermieri e guardie mediche non possono essere sostituti»

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In questa carenza generale di medici di base, l’area della provincia più in sofferenza è la montagna. Sia per l’assenza numerica in sé, sia per l’impatto che ha su un territorio dove le distanze sono maggiori e non facili da percorrere. Si rischia un altro impoverimento di servizi, stavolta su un aspetto basilare come quello dell’assistenza sanitaria, con conseguente rischio di un ulteriore abbandono dell’area.

Da qui l’accento posto sulla questione dai Giovani Democratici del Frignano, che prendendo spunto dalla situazione di Lama Mocogno (da tre medici nel 2020 a zero effettivi a fine 2021, con l’ultimo pensionamento) evidenziano altre situazioni destinate a diventare critiche nei comuni vicini. «Montecreto a breve vedrà il pensionamento dell'unico medico di base, il quale peraltro ha anche altri pazienti fuori dal Comune che rendono ancora più difficoltosa la sua reperibilità» sottolinea Susan Baraccani, segretaria Gd Frignano. Poi c’è Fanano, «che a fine inverno perderà un altro medico causa trasferimento». E quello di Pievepelago, «che ha solo due medici di base che coprono anche Riolunato e Fiumalbo. Ma il fattore pensionamento – rimarca – andrà ad incidere anche su Pavullo e gli altri paesi: è un grande problema».

I tentativi di tamponare la situazione con la guardia medica diurna e l’infermiere di comunità non bastano: «Possono essere un supporto per il medico di base, non un sostituto, non potendo garantire continuità di cura ai pazienti. Considerando il tasso di anzianità elevata e le condizioni orografiche del nostro territorio, non possiamo accettare l’ennesima precarietà dei servizi essenziali nel nostro territorio» evidenzia Baraccani con i Gd, che quindi fanno le loro richieste: «Aumento delle assunzioni e delle borse di specializzazione per la formazione sulla Medicina generale. E poi sistemi premianti per chi deciderà di venire a lavorare in montagna, come il pagamento degli alloggi e degli ambulatori». «Siamo stanchi di dovere essere sempre i protagonisti della precarietà – notano i Gd – agiamo prima di arrivare a dover rimpiangere una montagna ormai diventata deserta. Abbiamo avuto modo di confrontarci con la consigliera regionale Palma Costi, già portavoce di questa emergenza: la ringraziamo per la sua disponibilità immediata nell’ascoltarci. Ora attendiamo gli sviluppi, noi non molleremo».

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