Provincia, primo stop del Pd Il gruppo perde un consigliere
È stato rinnovato il consiglio degli eletti. Le divisioni dem fanno saltare un posto ll Movimento Cinquestelle vince il derby con la sinistra e la Lega rialza la testa
Luca Gardinale
Neanche il tempo di festeggiare l’esito delle ultime amministrative - questione Pavullo a parte - che il Pd subisce una battuta d’arresto. Uno stop poco doloroso, vista la posta in gioco, ma comunque un risultato significativo per gli assetti politici futuri. Perché le elezioni del nuovo Consiglio provinciale hanno confermato un’ampia maggioranza per il centrosinistra, ma con il gruppo dem che perde un consigliere rispetto al mandato appena concluso. Detto che la partita che conta davvero si giocherà tra un anno, quando bisognerà eleggere il nuovo presidente, quella di sabato era comunque una prova significativa dal punto di vista politico, con il centrosinistra che puntava a portare a casa 9 consiglieri, ovvero 8 per il gruppo “Insieme per una nuova Provincia” e uno per “Civici, ecologisti e progressisti”, un interessante esperimento che ha messo insieme Movimento 5 Stelle, sinistra e movimenti civici. Ma nell’urna - trattandosi di un’elezione di secondo livello, ad avere diritto di voto sono sindaci e consiglieri comunali della provincia, ovvero 710 modenesi - qualche voto è mancato, portando così la lista legata al Pd a confermare solo 7 consiglieri, uno in meno del gruppo uscente, mentre la lista sinistra-M5S è riuscita a ottenere un posto in Assemblea. A rappresentare i dem nel “parlamentino” di viale Martiri saranno dunque il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi per Modena, il primo cittadino di Formigine Maria Costi, il sindaco di Campogalliano Paola Guerzoni, quello di Camposanto Monja Zaniboni, quello di Ravarino Maurizia Rebecchi e infine il primo cittadino di Guiglia Iacopo Lagazzi. Una formazione fortemente sbilanciata sulla città, sui Comuni della cintura e sulla Bassa, mentre a vincere il "derby" M5S-sinistra sono stati i Cinque Stelle, con Mattia Veronesi, candidato sindaco alternativo al Pd alle amministrative di ottobre a Finale, che ha staccato Camilla Scarpa, capogruppo della Sinistra per Modena nel capoluogo, che non è riuscita ad entrare in Provincia. Tornando ai dem, a restare fuori dal Consiglio saranno in cinque, con alcuni sindaci importanti come Luigi Zironi (Maranello) e Giovanni Gargano (Castelfranco) che hanno fatto un passo indietro. Senza dubbio, nel Distretto ceramico i dem contavano di ottenere più voti, ma qualche sassolese potrebbe non aver gradito il nome di Maria Costi in cima alla lista. A mancare sono stati anche i voti nelle Terre di Castelli e in Appennino, dove la squadra del neosindaco civico Davide Venturelli evidentemente non ha scelto la lista vicina al Pd. Un risultato che potrebbe ampliare le distanze nate attorno congresso provinciale, perché a lavorare per la lista dem sono stati il segretario provinciale uscente Davide Fava e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Tornando ai risultati, la lista vicina al Pd ha guadagnato il 52,5% dei voti (7 eletti), quella di sinistra il 14,8% (un eletto) e il centrodestra il 32,7%, strappando 4 posti in Consiglio: a entrare in aula sono Antonio Platis (Forza Italia, per la Bassa), Luigia Santoro (Lega, per Modena città), Stefano Venturini e Lavinia Zavatti, esponenti del Carroccio di Cavezzo e Medolla.
Intanto, tornando alla situazione di casa Pd, dopo Roberto Solomita ecco anche Federica Venturelli. La consigliera comunale modenese ha ufficializzato ieri su Facebook la sua candidatura alla segreteria comunale dei democratici: «Dopo una riflessione profonda ho accettato la candidatura a segretaria cittadina del Pd Modena. Ma non mi candido da sola, ho chiesto di accompagnarmi in questo percorso Diego Lenzini, vice-capogruppo insieme a me in consiglio comunale. Questo perché abbiamo sempre considerato la diversità di vedute una ricchezza da valorizzare e non un terreno di scontro e di rivendicazione».
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