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il caso ruini 

«Assurdo che un Comune sostenga posizioni no vax»

Luca Gardinale
«Assurdo che un Comune sostenga posizioni no vax»

La deputata Pd Beatrice Lorenzin dopo l’interrogazione presentata alla Camera «Posizione inaccettabile, istituzioni in prima linea nella lotta alla pandemia»

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Luca Gardinale

A chi avesse ancora qualche dubbio sull’efficacia del sistema green pass ricorda che «se io oggi sono a Modena e posso bermi un caffé in centro lo devo proprio ai vaccini e alle misure che abbiamo adottato, e questo dobbiamo tenerlo ben presente...». Beatrice Lorenzin, deputata del Pd eletta nel 2018 a Modena, è tornata in città nel fine settimana scorso per partecipare agli eventi per il 20esimo anniversario del Centro oncologico. E se l’ex ministro della Salute non ha dubbi sull’efficacia della campagna vaccinale anche in questa fase difficile, le perplessità sono parecchie se si parla del caso-Ruini, tanto che la parlamentare ha presentato un’interrogazione alla Camera.

Onorevole Lorenzin, a Sassuolo l’assessore alla Scuola Ruini è finito al centro delle polemiche dopo aver annunciato di «voler far sentire ai ragazzi qualche voce dissenziente» sui vaccini. Cosa ne pensa?

«Trovo assurdo che in una situazione che vede le istituzioni impegnate in prima linea nella lotta alla pandemia un’amministrazione comunale sostenga posizioni negazioniste o no vax. Oggi è fondamentale basarsi sulle evidenze scientifiche, non su fantasmagoriche ipotesi, e lavorare tutti insieme per combattere le fake news che circolano tantissimo. Per questo ho depositato un’interrogazione parlamentare sul caso sassolese».

Oggi però c’è chi inizia ad avere qualche dubbio sul green pass alla luce dei tanti contagi in un Paese in cui l’80% dei cittadini si è vaccinato.

«Il sistema che abbiamo adottato, con i vaccini, il green pass, il super green pass, il distanziamento e le mascherine, è quello che al momento ci sta dando i risultati migliori. Forse non tutti ricordano che l’anno scorso in questi giorni eravamo chiusi in casa, mentre oggi possiamo uscire, bere un caffè in centro o fare visita a parenti e amici. Quindi dobbiamo andare avanti così, facendo le dosi “booster” e insistendo sul super green pass, con l’obiettivo di frenare e diminuire i contagi».

Però la situazione inizia a essere grave, e tra poche settimane vedremo l’impatto dell’arrivo della variante Omicron...

«Oggi stiamo combattendo su un doppio fronte: da una parte c’è la variante Delta, che ci vede impegnati sul fronte dei tamponi e dei richiami, cercando di “coprirci” al meglio, mentre dall’altra parte c’è la variante Omicron che sta arrivando da fuori, per la quale stiamo cercando di rallentare il suo ingresso nel Paese per guadagnare tempo e avere dati certi. Si tratta di un momento fondamentale per contenere e combattere l’epidemia. Oggi abbiamo anche un vantaggio rispetto agli altri Paesi, anche se con Omicron è successo esattamente quello che sapevamo sarebbe successo: finché non sconfiggeremo questo virus a livello globale non sarà finita per nessuno. Quello che possiamo fare quindi è insistere con gli strumenti che abbiamo, dai vaccini al super green pass, ricordandoci che se oggi abbiamo tante libertà che un anno fa non avevamo lo dobbiamo a questi strumenti».

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