«Era attento e prudente, non sarebbe decollato in situazioni di pericolo»
Con il fratello Carlo guidava un’azienda agricola a San Prospero L’amico di Gaggio: «Qui c’era il sole». Il sindaco Borghi: «Sconvolto»
il ricordo
Angiolino Palmieri aveva 70 anni e da più o meno cinque aveva preso il brevetto di volo. Alle spalle tante ore a bordo dei velivoli, certo un pilota esperto che negli ultimi tempi aveva coltivato e parecchio questa sua passione. Tanto da “confezionare” una pista nei campi di casa sua, tanto da acquistare un terreno nelle Marche per volare anche lì con l’ultraleggero. Tanto da progettare la realizzazione di una nuova area di atterraggio e decollo sempre vicino alla casa di campagna dove viveva con la famiglia. Nella sua San Prospero dove era conosciuto e parecchio apprezzato. Apprezzato soprattutto per la sua dedizione al lavoro, quello dell’agricoltore.
Con il fratello Carlo, infatti, era il proprietario della conosciuta azienda agricola “Fratelli Palmieri”, una sorta di istituzione per il territorio.
Era partito dal centro-volo Deltasport a Gaggio di Castelfranco ed era diretto a casa, a San Prospero. Aveva infatti deciso di trasferire lì il suo fedele mezzo. Così Maurizio Bertacchi proprio dal campo volo Deltasport: «Era con noi da un paio di anni, un signore appassionato e sempre gentile. Davvero disponibile. Probabilmente quando è decollato, nella mattinata di ieri, non si aspettava quel muro di nebbia. Qui a Gaggio – conclude – la giornata era bellissima, poi tutto è cambiato all’improvviso. Lui non era un principiante, non sarebbe mai decollato in caso di pericolo. È una vera e propria tragedia».
«È una tremenda notizia, che ci lascia sconvolti». Sono queste le parole di Sauro Borghi. Il sindaco di San Prospero, decisamente colpito dall’accaduto, conosceva di persona il signor Angiolino. Ma come noto nei piccoli paesi ci si conosce un po’ tutti: «Una persona squisita – continua il primo cittadino – alla quale tutti volevano bene. Era molto apprezzato in paese, da tutti considerato un grande lavoratore. Non meritava una fine del genere, sono veramente affranto da questa notizia. Ho già chiamato la famiglia, ma colgo l’occasione per rinnovare le mie condoglianza, quelle dell’Amministrazione e dell’intera comunità di San Prospero Angiolino ci mancherà».
E.B.
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