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giornata mondiale vittime della strada 

Le famiglie scrivono a Mattarella: «Serve una presa di coscienza La velocità venga ridotta ai 30 orari»

Riccardo Chiossi

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Riccardo Chiossi

Le firme sono quelle della Rete Vivinstrada di cui fa parte anche l’associazione Familiari Vittime della Strada. La lettera è rivolta al presidente Sergio Mattarella. Il tema sono le morti per incidente. Secondo i dati Istat in Italia ci sono ogni anno 3.500 morti e 250mila feriti: un morto ogni 2,5 ore e 28,6 feriti all’ora. Tra questi, circa 600 sono pedoni, di cui più della metà investiti sulle strisce pedonali, chiaro indicatore di inciviltà: «Non sono disgrazie, è violenza stradale», dicono.

La lettera inizia così: «Egregio Presidente, le chiediamo un suo deciso intervento. Troppe morti e lesioni gravi o gravissime, troppo alti i costi sociali di questa ecatombe. Il Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030 non ci piace sotto diversi aspetti: la cornice è quella della deresponsabilizzazione di chi causa i sinistri, riconducendo il fattore “errore umano” a pura fatalità, nella previsione che i conducenti siano necessariamente distratti e, oltre ad impattare tra loro, non si possano accorgere della presenza di pedoni e ciclisti. Ricorrono nel piano continui e allarmanti richiami alla responsabilizzazione dell’utenza vulnerabile e alla protezione passiva quasi come se il fatto di essere vittime predestinate dipendesse da loro. Nessuna parola sulla necessità di introdurre una normativa sui dispositivi di moderazione, come tutti i Paesi europei hanno fatto da almeno 30 anni. È inaccettabile».

Tra i tanti firmatari della lettera anche Maria Assunta Partesotti, assistente scelto di polizia locale a Formigine e mamma di Giacomo Montella, che a causa di incidente stradale ha perso la vita nel febbraio 2019 a Modena sulla Complanare Einaudi, mentre rientrava a casa dopo una serata trascorsa con gli amici.

Nel testo fatto arrivare a Mattarella c’è una proposta che sa di esortazione. Un nuovo piano che vorrebbe imitare quello che già c’è in altre città europee, ma che in Italia per alcuni motivi sconosciuti non è ancora stato attuato: «Solo prevenendo la violenza motoristica con una strategia attiva di riduzione della velocità, delle opere di moderazione del traffico e di ridisegno dello spazio pubblico possiamo sperare di raggiungere la visione “zero vittime”. Parigi, Madrid, Barcellona, Bilbao, Bruxelles hanno già scelto di abbassare i limiti di velocità ed Helsinki ha raggiunto le zero vittime grazie al limite dei 30 km/h nelle aree urbane. Ai primi di ottobre 2021 il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione per abbassare a 30 km/h il limite di velocità in tutte le aree edificate».

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