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cronaca

Incidente tra Albareto e Bastiglia. Si schianta con l’aereo sul tetto di una casa: muore pilota di 70 anni

La nebbia ha sorpreso Angiolino Palmieri di San Prospero che è finito su un edificio disabitato Decollato poco prima da Gaggio era diretto verso San Prospero dove viveva


21 dicembre 2021 Enrico Ballotti


 

Si chiamava Angiolino Palmieri il pilota 70enne di San Prospeso, nel Modenese, che è morto dopo essere precipitato con un aereo ultraleggero a Modena, nella frazione di La Rocca di Albareto. Il velivolo si era alzato in volo da Gaggio di Castelfranco ed era diretto a San Prospero

Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto ma sembra prevalere l’ipotesi che l’uomo avrebbe tentato di atterrare nonostante la fitta e improvvisa nebbia scesa nella zona che, impedendogli la vista, lo ha portato a schiantarsi contro una casa disabitata sfondandone il tetto

. I vigili del fuoco sono intervenuti prontamente: le operazioni di recupero del corpo sono state complicate e difficoltose data la natura dell’ incidente. Palmieri è morto pressochè sul colpo.

IL VOLO FINITO TRAGICAMENTE


La nebbia ha sorpreso Angiolino Palmieri che è finito su un edificio disabitato

Decollato poco prima da Gaggio era diretto verso San Prospero dove viveva 

La nebbia che all’improvviso scende, la visibilità che si riduce all’inverosimile e il complicato tentativo di portare l’aereo a terra. Magari sfruttando i larghi e lunghi campi di San Clemente. Potrebbe essere questo lo scenario che nella mattinata di ieri è costato la vita ad Angiolino Palmieri, agricoltore 70enne di San Prospero. Era lui alla guida dell’ultraleggero, un Tecnam P92 Echo, che è precipitato sul tetto di una casa di campagna tra Bastiglia e Albareto. L’impatto è stato devastante, il velivolo si è letteralmente conficcato nel tetto, sfondando il solaio e finendo la sua corsa nella vano delle scale. Fortunatamente l’abitazione era vuota da diversi anni, dall’alluvione del 2014. In vendita e dunque in cerca di un nuovo inquilino.

Nessuno ha assistito a quanto accaduto in quella manciata di secondi. La testimonianza più interessante arriva da chi si trovava a transitare da quelle parti, in particolare da una persona impegnata in alcune commissioni a Bastiglia: «Sono passato alle 10,30 e tutto era tranquillo, c’era persino il sole. Sbrigate le mie faccende stavo rientrando verso casa quando, passando davanti a quell’abitazione, ho notato che qualcosa non andava. Erano le 11,15 e ho chiamato subito i soccorsi». Scontato, dunque, ipotizzare che l’incidente si sia verificato proprio in quel lasso di tempo.

Risulta, invece, molto più complicato decifrare quali siano state le cause e le dinamiche. Di questo se ne occuperà la polizia di Stato, sul posto anche la Scientifica, oltre che dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo che ha già annunciato un’indagine. Di certo c’è che il signor Palmieri era partito dalla pista del club Deltasport a Gaggio di Castelfranco. Era diretto proprio San Prospero dove aveva “confezionato” la sua di pista.



Interpellati per una consulenza, alcuni esperti piloti amatoriali, proprio come lo era Angiolino, hanno optato per il già citato disperato tentativo di atterraggio: «La nebbia è probabilmente arrivata all’improvviso. Le indicazioni in questi casi sono due: alzarsi e cercare il sereno, quella consigliata, oppure provare un atterraggio di fortuna. Forse quando ha cercato di allinearsi con i campi di San Clemente non si è accorto di quella casa, per di più bianca, e purtroppo si è schiantato».

Immediate, come detto, sono scattate le operazioni di soccorso. Sul posto, oltre al 118 e alla polizia locale, diverse squadre dei vigili del fuoco che, considerato il pericolo di crollo, sono entrate dal tetto con un’autoscala. Da lì, pietra dopo pietra, hanno raggiunto il velivolo che era stato “inghiottito” dai muri distrutti della casa. All’interno il corpo senza vita del pensionato, ex agricoltore, di San Prospero.

Forte, soprattutto nei primi concitati momenti dei soccorsi, l’odore della benzina contenuta nei serbatoio dell’ultraleggero. Un pericolo in più, considerato il rischio esplosione, per i soccorritori. Gli stessi che poco dopo sono riusciti a raggiungere la cabina dove all’interno hanno trovato Angiolino ormai privo di vita.



IL RICORDO DI AMICI E COLLEGHI

«Era attento e prudente,
non sarebbe decollato
in situazioni di pericolo»
 
Angiolino Palmieri aveva 70 anni e da più o meno cinque aveva preso il brevetto di volo. Alle spalle tante ore a bordo dei velivoli, certo un pilota esperto che negli ultimi tempi aveva coltivato e parecchio questa sua passione. Tanto da “confezionare” una pista nei campi di casa sua, tanto da acquistare un terreno nelle Marche per volare anche lì con l’ultraleggero. Tanto da progettare la realizzazione di una nuova area di atterraggio e decollo sempre vicino alla casa di campagna dove viveva con la famiglia. Nella sua San Prospero dove era conosciuto e parecchio apprezzato. Apprezzato soprattutto per la sua dedizione al lavoro, quello dell’agricoltore. 
 
Con il fratello Carlo, infatti, era il proprietario della conosciuta azienda agricola “Fratelli Palmieri”, una sorta di istituzione per il territorio.
 
 
Era partito dal centro-volo Deltasport a Gaggio di Castelfranco ed era diretto a casa, a San Prospero. Aveva infatti deciso di trasferire lì il suo fedele mezzo. Così Maurizio Bertacchi proprio dal campo volo Deltasport: «Era con noi da un paio di anni, un signore appassionato e sempre gentile. Davvero disponibile. Probabilmente quando è decollato, nella mattinata di ieri, non si aspettava quel muro di nebbia. Qui a Gaggio – conclude – la giornata era bellissima, poi tutto è cambiato all’improvviso. Lui non era un principiante, non sarebbe mai decollato in caso di pericolo. È una vera e propria tragedia».
 
 
«È una tremenda notizia, che ci lascia sconvolti». Sono queste le parole di Sauro Borghi. Il sindaco di San Prospero, decisamente colpito dall’accaduto, conosceva di persona il signor Angiolino. Ma come noto nei piccoli paesi ci si conosce un po’ tutti: «Una persona squisita – continua il primo cittadino – alla quale tutti volevano bene. Era molto apprezzato in paese, da tutti considerato un grande lavoratore. Non meritava una fine del genere, sono veramente affranto da questa notizia. Ho già chiamato la famiglia, ma colgo l’occasione per rinnovare le mie condoglianza, quelle dell’Amministrazione e dell’intera comunità di San Prospero Angiolino ci mancherà».
 
 
 
Necessaria l’autopsia
per capire le cause
del terribile impatto
 
È stata disposta l’autopsia che sarà utile per decifrare la dinamica di quanto accaduto. Utile a stabilire quale siano state le cause che sono costate la vita ad Angiolino Palmieri. Il 70enne di San Prospero si è schianto, nella mattinata di ieri, sul tetto di una casa tra Bastiglia e Albareto. Al momento, infatti, non è dato ancora sapere con certezza quale sia stato il motivo scatenante dell’incidente.
 
 
Certo è che un ruolo fondamentale, come raccontato proprio da alcuni piloti presenti sul posto, potrebbe essere stato giocato dalla nebbia. Scesa quasi all’improvviso come spiegato, in questo caso, dall’uomo che ha dato l’allarme: «C’era il sole, poi all’improvviso non si vedeva quasi più nulla». Potrebbe essere quindi questa la componente principale della tragedia. Le analisi sul corpo dell’uomo saranno poi fondamentali per capire se il signor Palmieri sia stato colto da malore prima di schiantarsi contro il tetto. La polizia di Stato, che sta indagando sull’accaduto, non lascia ovviamente nulla al caso.
 
 
Nel frattempo anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo “ha avviato un’inchiesta di sicurezza sull’incidente”. Proprio per questo, a Bastiglia si è portato anche un investigatore Ansv per svolgere il sopralluogo operativo.
 
 
 
 
 
«Quei detriti nel cortile,
poi ho alzato lo sguardo
e il tetto non c’era più»
 
Bastiglia. È stato Ivano Davoli a dare l’allarme, il primo ad arrivare sul posto e a trovarsi di fronte quel tetto sfondato dal velivolo guidato da Angiolino Palmieri. «Sono passato su via San Clemente intorno alle 10,30 e mi sono diretto in una mia proprietà che è qui in zona. Dovevo sbrigare alcune commissioni e sarei rientrato verso casa. C’era il sole, poi all’improvviso è scesa la nebbia. Quella che vedete anche in questo momento. Non ci ho pensato più di tanto, come non ho sentito particolari rumori o schianti. Mi sono semplicemente diretto verso casa».
 
Poco dopo la scoperta: «Passando davanti all’abitazione colpita dall’aereo ho visto alcuni detriti nel cortile. Subito non ho capito cosa fossero, ero però convinto di non averli notati nel momento del mio primo passaggio. Mi sono incuriosito, pensando ai soliti “furbetti” che lasciano rifiuti, ma quando ho alzato lo sguardo e ho visto il tetto...». Ivano ha così capito che qualcosa di grave era accaduto: «Sì. Ho deciso di chiamare le forze dell’ordine, in pochi minuti erano qui con i vigili del fuoco e il personale del 118. Sinceramente non ho visto nulla, non potrei dare altre indicazioni. Come detto – chiude Davoli – non ho sentito particolari rumori, nemmeno quello dello schianto».
 
Non era in casa, invece, la signora Lucia Calgarotto. Lei abita nella casa di fronte a quella colpita dall’aereo: «Per fortuna era vuota, lo era dall’alluvione del 2014. Una vera e propria tragedia, sono davvero dispiaciuta per quanto accaduto. Anche io non saprei dare indicazioni, in quei tragici momenti non ero in casa. Quando sono rientrata erano appena iniziate le operazioni di soccorso».

 

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