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Il ricordo del nipote fabio 

«Un maestro di vita Siamo distrutti»

E.B.
«Un maestro di vita Siamo distrutti»

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San Prospero. La famiglia Palmieri è parecchio conosciuta a San Prospero. «Grandi lavoratori, agricoltori da una vita, sempre pronti a dare una mano e a curare il territorio». Le parole del sindaco Sauro Borghi.

E proprio nella sua campagna, Angiolino Palmieri aveva “confezionato” la pista di atterraggio oltre a un hangar per l’ultraleggero. Da Gaggio stava volando verso casa quando la nebbia lo ha sorpreso e il suo aereo è andato a sbattere contro il tetto di una casa tra Albareto e Bastiglia. Lascia il fratello Carlo e la cognata Luisa oltre ai nipoti Stefania e Fabio. Proprio Fabio ricorda così lo zio: «Un grande lavoratore, insieme a papà e nonno è stato il mio maestro. In campagna con lui ho imparato tanto». Un uomo dalle tante passioni, ultima delle quali quella per il volo: «Gli avevamo detto – continua Fabio – che poteva essere pericoloso. Che non era il caso di prendere il brevetto. Ma lo zio era così, appassionato. Si era dedicato, e parecchio, a questa attività. Aveva anche costruito la pista a casa. Sapeva volare, era prudente».

Angiolino e Fabio si erano salutati proprio poche ore prima la tragedia: «Sì, ci siamo incrociati lunedì mattina. Stava andando verso Gaggio per riprendere il suo aereo e portarlo qui a casa. Mi sembra che la nebbia abbia avuto un ruolo decisivo nell’incidente che è costato la vita allo zio. Una tragedia improvvisa, siamo distrutti. In particolare mio padre Carlo».

«Una persona d’oro, sempre attiva. Appassionato, come si diceva», riprende il sindaco. «Con la famiglia si è preso cura per anni degli argini, addirittura aveva sistemato a spese proprie una strada comunale che passa nella zona dei suoi campi. Un concittadino, ma soprattutto un amico che conoscevo da sempre».

E.B.

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