Processo white list Il senatore Giovanardi verso l’immunità
La Giunta parlamentare propone la decadenza delle accuse «Atti insindacabili, tutti inseriti in un disegno unitario»
Francesco Dondi
san felice. «Ogni condotta riportata nel capo di imputazione è sempre riferibile a opinioni esposte dal senatore Giovanardi, o a sue attività di ispezione, di divulgazione, di critica e di denuncia politica connesse alla sua funzione parlamentare, espletate dentro e fuori il parlamento in esecuzione di una azione politica unitaria, teleologicamente finalizzata e funzionalmente coerenti con la sua attività parlamentare. Per tutte queste ragioni si propone quindi di riconoscere la prerogativa in questione per tutti i capi di imputazione in esame». Giunge a questa conclusione il senatore Simone Pillon, relatore in Giunta delle immunità parlamentari sul caso dell’ex collega Carlo Giovanardi.
Il tema è sempre quello delle white list e delle presunte azioni illecite organizzate dal senatore e messe in campo anche a favore della Bianchini Costruzioni e della Ios di Alessandro Bianchini. Un’azione che lo vede ora imputato per rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti, oltraggio a pubblico ufficiale e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale per aver posto in essere una serie di attività per ottenere la revoca dell’esclusione dalla white list operata dal prefetto, con nuovo inserimento e ripristino delle facoltà previste per le imprese iscritte.
In un lungo resoconto sommario elaborato dalla Giunta, si evince invece una posizione antitetica: «tutto quanto contestato al senatore Giovanardi nel capo di imputazione è palesemente riferibile a una condotta unitaria rappresentata da più azioni tutte interdipendenti e tutte atte a manifestare opinioni funzionali all’attività parlamentare», scrivono gli ex colleghi. Anche i toni utilizzati da Giovanardi, descritti da alcuni testimoni come un modo per intimorire, non vengono invece valutati come “sconvenienti” o come “dileggio, insulto gratuito, ingiuria”.
Alla luce di ciò la Giunta ha proposto di applicare l’immunità a tutti i capi d’imputazione. Ora i commissari dovranno votare (la maggioranza con centrodestra e Italia Viva regge) poi toccherà al parlamento intero. Ma intanto il processo di Modena continuerà con il rischio che la posizione dell’imputato Giovanardi diventi in futuro improcedibile.
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